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Cybercrime, la Ue va all’attacco

L’imperativo è investire in formazione, ricerca e innovazione digitale. Il programma Horizon Europe, con un budget di 97,6 miliardi di euro rispetto ai 77 miliardi di euro stanziati per Horizon 2020, ha previsto diversi bandi anche sul tema cybersecurity, declinato in vari settori (trasporti, energia ecc.). A questi vanno aggiunti i fondi di InvestEU di 15,2 miliardi di euro per progetti innovativi in cui la cybersecurity è inserita in modo trasversale. I Digital innovation hub fungeranno da «sportelli unici» per le piccole e medie imprese e per le amministrazioni pubbliche e forniranno l’accesso a competenze tecnologiche e strutture di sperimentazione oltre a offrire consulenza per valutare meglio la fattibilità economica dei progetti di trasformazione digitale (si veda altro servizio in pagina). L’indirizzo dato a livello europeo in tale ambito ha l’obiettivo di creare un comune know-how. La volontà è quella di unire le forze. La Commissione europea ha stanziato fondi per progetti relativi a una maggiore alfabetizzazione digitale che aiuterà gli europei a essere più accorti nell’utilizzo dell’Ict. Gli investimenti nel mercato unico digitale europeo hanno anche fondi per la formazione digitale e innovazione; l’Ue ha mobilitato i Fondi strutturali e di investimento europei (circa 6 miliardi di euro fino al 2020 per offrire a oltre 14,5 milioni di famiglie l’accesso alla banda larga ad alta velocità); il Fondo europeo per gli investimenti strategici (circa 1 miliardo di euro per progetti relativi alla banda larga, che ha generato circa 3,2 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati); il meccanismo per collegare l’Europa, con un’allocazione di 1,04 milioni di euro per il periodo 2014-2020 per la realizzazione di reti a banda larga veloci e ultraveloci e servizi digitali paneuropei. Lo stesso utilizzo dell’intelligenza artificiale necessita un nuovo patto tra università, aziende e centri di ricerca per un’etica condivisa. Quasi il 90% della forza lavoro mondiale addetta alla cybersicurezza è costituito da uomini; la persistente mancanza di diversità di genere restringe ulteriormente il serbatoio di talenti cui attingere. Per di più, nelle università le materie connesse alla cybersicurezza sono sottorappresentate nei programmi di studio non tecnici. L’intelligenza artificiale decostruisce e ricostruisce la logica del pensiero (reverse engineering) e accumula conoscenze (machine learning) imparando dai nostri comportamenti. Le macchine contengono un’enorme quantità di informazioni (miliardi di parole, immagini e filmati) ma se i dati sono parziali o contengono pregiudizi, le macchine e i loro risultati saranno imperfetti.

A supporto delle aziende c’è la rete europea di centri competenza per la cybersecurity, e, a partire dal 2021, un Centro europeo di competenza industriale, tecnologica e di ricerca sulla cybersicurezza con una rete di centri nazionali di coordinamento e una comunità delle competenze in materia. Il Centro europeo di competenza industriale, tecnologica e di ricerca sulla cybersicurezza costituisce l’organo esecutivo principale per le risorse finanziarie dell’Unione europea dedicate alla sicurezza informatica nell’ambito dei programmi Europa digitale e Horizon Europe, previsti dal Quadro finanziario pluriennale post 2020. L’Europa ha avviato il suo percorso virtuoso con i super calcolatori, con l’intelligenza artificiale, con il green deal che valuta anche l’impatto sull’ambiente di tutto ciò che è alla base delle nuove soluzioni Ict tecnologiche che devono essere sicure e affidabili, ma meno «consumatrici» di energia per una adeguata sostenibilità. La Commissione europea finanzierà dei corsi per i dipendenti delle pmi per prepararli in aree quali cybersecurity, blockchain e intelligenza artificiale. Inoltre potenzierà la Skills Agenda for Europe che include un «Pact for Skills» ovvero un patto sulle competenze in particolare con supporti per la formazione per le pmi. È previsto anche un programma di «volontari digitali» che consentirà il trasferimento di know digitale tra senior e junior. I Digital innovation hub lavoreranno in connessione con Startup Europe e con la rete EEN – Enterprise Europe Network e che daranno supporto a livello locale e regionale.

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