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Curatori, ok allo scambio debiti/crediti

Curatori tranquilli, si può di nuovo compensare. La presenza di debiti erariali a ruolo nei confronti del fallito non è infatti causa ostativa alla compensazione orizzontale in corso di procedura. A patto però di utilizzare appositi accorgimenti e cautele. Per espressa ammissione contenuta nella circolare n.13/e dell'11 marzo scorso infatti «… la presenza di debiti erariali iscritti a ruolo nei confronti del fallito, scaduti e non pagati, ma maturati in data antecedente all'apertura della procedura concorsuale, non si ritiene sia causa ostativa alla compensazione tra i crediti erariali e i debiti formatisi, invece, nel corso della procedura stessa».

Si tratta di una precisazione importante che ribalta i primi rigidi interventi delle entrate che avevano fatto ipotizzare una preclusione assoluta alla compensazione in presenza di debiti erariali a ruolo qualunque fosse la loro natura. Ora invece l'intervento operato con la circolare in commento, basato essenzialmente sulla diversa posizione giuridica e tributaria esistente fra il fallito e la massa fallimentare, rende possibile, nei limiti sopra precisati, la compensazione verticale fra debiti e crediti della procedura.

Attenzione però. La compensazione verticale del curatore è ammessa a condizione che il credito utilizzato si sia formato nel corso della procedura stessa.

Non sarebbe quindi valida a superare i limiti previsti dall'articolo 31 del dl 78/2010 una compensazione orizzontale effettuata nel corso della procedura fallimentare se il presupposto della stessa fosse costituito da un credito, ad esempio Iva, relativo al periodo fiscale anteriore all'apertura del fallimento.

In virtù proprio della diversa posizione giuridica fra il fallito e la procedura fallimentare, richiamandosi anche ad un precedente intervento di prassi amministrativa (risoluzione n. 279 del 2002), la circolare in commento precisa come del resto non possa nemmeno operare la compensazione fra crediti o debiti verso il fallito e rispettivamente debiti o crediti verso la massa fallimentare.

Le posizioni debitorie e creditorie sono infatti diverse e le stesse si riferiscono a momenti diversi rispetto alla dichiarazione di fallimento che funge in questo caso da vero e proprio spartiacque.

La precisazione contenuta nella circolare n. 13/e sulla base della quale il curatore può utilizzare crediti della procedura per compensare debiti erariali sorti in costanza della stessa oltre che rendere via libera a tali compensazioni serve anche a tranquillizzare tutti quei curatori, e non erano pochi, che anche prima di tale intervento di prassi avevano continuato ad effettuare compensazioni orizzontali nonostante le prime rigide prese di posizione delle entrate sopra ricordate.

I presupposti giuridici richiamati nella circolare in commento avevano infatti indotto molti responsabili delle procedure concorsuali ad effettuare compensazioni fra crediti e debiti erariali in corso di procedura nella convinzione che non vi potesse essere un blocco totale per effetto delle disposizioni introdotte dall'articolo 31 del dl 78/2010.

Per questi soggetti la presa di posizione delle entrate era dunque scontata e servirà unicamente a confermare la bontà del loro operato.

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