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Curatori fallimentari a rotazione e con obbligo di formazione

Curatori delle liquidazioni giudiziali (ex fallimenti) a rotazione e con obbligo di formazione obbligatoria biennale. È quanto prevede lo schema di decreto legislativo, approvato ieri dal governo in esame preliminare, contenente il codice della crisi di impresa e dell’insolvenza in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155, che istituisce l’albo nazionale dei soggetti incaricati dall’autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di cui al codice della crisi e dell’insolvenza.

Il decreto messo a punto dai tecnici del Guardasigilli Alfonso Bonafede disciplinerà la formazione dell’albo, indicando quali professionisti o studi e società potranno, pagando un contributo, iscriversi, e le regole per la scelta in concreto del professionista nella singola procedura.

L’ALBO

Verrà istituito l’albo unico nazionale dei soggetti destinati a svolgere le funzioni di curatore, commissario giudiziale o liquidatore nelle procedure contenute nel codice della crisi e dell’insolvenza.

Si prevedono requisiti di onorabilità, ma soprattutto sui stabilisce un obbligo di aggiornamento. Secondo lo schema di articolato costituirà condizione per il mantenimento dell’iscrizione l’acquisizione di uno specifico aggiornamento biennale. Il curatore dovrà essere un esperto, in possesso di alta e comprovata professionalità e dovrà essere anche, come dice la relazione allo schema del provvedimento, di specchiata onestà.
L’albo sarà tenuto presso il ministero della giustizia, che esercita anche la vigilanza sull’attività degli iscritti.

Sarà un decreto dello stesso ministro della giustizia a individuare le modalità di iscrizione all’albo, le modalità di sospensione e cancellazione dal medesimo albo e le modalità di esercizio del potere di vigilanza da parte di Via Arenula.

Si segnala che l’iscrizione non sarà gratuita: il decreto ministeriale stabilisce l’importo del contributo che deve essere versato per l’iscrizione e per il suo mantenimento, tenuto conto delle spese per la realizzazione, lo sviluppo e l’aggiornamento dell’albo.

INCARICHI NELLE PROCEDURE

La nomina agli incarichi di custodia e di controllo nelle procedure è fatta dall’autorità giudiziaria tenuto conto delle risultanze dei rapporti riepilogativi periodici e finali redatti dai soggetti incaricati e degli incarichi in corso, in modo da assicurare che il professionista nominato abbia realmente il tempo per dedicarsi al nuovo incarico.

In dettaglio il curatore, il commissario giudiziale e il liquidatore saranno nominati dall’autorità giudiziaria tenuto conto delle risultanze dei rapporti riepilogativi delle procedure; degli incarichi in corso, in relazione alla necessità di assicurare l’espletamento diretto, personale e tempestivo delle funzioni; delle esigenze di trasparenza e di turnazione nell’assegnazione degli incarichi, valutata la esperienza richiesta dalla natura e dall’oggetto dello specifico incarico.

Le nomine dovranno, dunque, essere effettuate secondo criteri di trasparenza e turnazione nell’assegnazione degli incarichi. La rotazione potrà essere effettiva, considerato che ci sarà un albo nazionale. La rotazione potrà essere bilanciata con l’esigenza di nominare professionisti dotati delle necessarie, specifiche esperienze in rapporto alla natura ed all’oggetto dell’incarico.

PROFESSIONI

Lo schema di decreto ammette allo svolgimento delle funzioni di curatore, commissario giudiziale e liquidatore, gli avvocati e i dottori commercialisti ed esperti contabili; gli studi associati o le società tra professionisti (in questo caso, all’atto dell’accettazione dell’incarico, deve essere designata la persona fisica responsabile della procedura); chi ha svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in società di capitali o società cooperative. Con riferimento alle società tra professionisti, lo schema di decreto legislativo prevede che i soci delle stesse siano in possesso dei requisiti professionali e cioè siano iscritti agli albi: non vi sono indicazioni ulteriori rispetto alle società tra professionisti con presenza, nella compagine societaria, di soci di capitale.

Antonio Ciccia Messina

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