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Curatori, 180 giorni di tempo

Il curatore deve, in ogni caso, predisporre il programma di liquidazione da sottoporre all’approvazione del comitato dei creditori entro il termine di 180 giorni dalla sentenza del fallimento. La novità è tra quelle previste dall’articolo 104-ter l. fall. come modificato dal dl 83/2015 convertito con modificazioni dalla legge 132/2015.

È comunque necessario sottolineare che il curatore rimane obbligato a predisporre il programma di liquidazione entro sessanta giorni dalla redazione dell’inventario. Ne consegue che per la predisposizione del predetto il curatore deve ottemperare entro il termine breve (60 giorni dalla chiusura dell’inventario o quello lungo (180 giorni dall’apertura della procedura) qualora il primo termine scada successivamente oppure l’inventario non sia redatto per mancanza dei beni mobili e mobili registrati.

Un’altra novità dell’articolo 104-ter l. fall. è la previsione che la mancata predisposizione del programma di liquidazione nel termine lungo è motivo di giusta causa di revoca del curatore.

Nel programma di liquidazione (novità di notevole rilevanza), il curatore deve indicare il termine entro il quale sarà completata la liquidazione dell’attivo. Termine che non può superare i due anni dal deposito della sentenza di fallimento, con la possibilità per il curatore, limitatamente a determinati cespiti, di indicare un termine più lungo dando specifiche motivazioni delle ragioni che giustificano un termine più ampio rispetto a quelle previsto dalla norma.

L’indicazione dei termini entro i quali procedere alla liquidazione non sono semplici previsioni poiché il mancato rispetto, qualora non sussistano specificati motivi ha pesanti ripercussioni sul curatore, in quanto per espressa previsione normativa, è motivo di giusta causa di revoca del medesimo.

È opportuno precisare che la norma mentre per la decorrenza del termine relativo alla predisposizione del programma fa riferimento «alla sentenza di fallimento» per la decorrenza del termine entro il quale effettuare la liquidazione fa riferimento «al deposito della sentenza di fallimento». Ciò precisato è da ritenere che le due diverse espressioni siano equivalenti e quindi il termine decorra comunque dal deposito della sentenza.

La previsione di un termine fisso entro il quale il curatore deve comunque predisporre il programma di liquidazione pone fine all’incertezza del termine entro il quale predisporre il predetto documento nel caso in cui non procedeva alla redazione dell’inventario ed elimina l’eventuale abuso di procrastinare il termine rimandando la chiusura dell’inventario.

Il curatore per la redazione del programma di liquidazione dei fallimenti dichiarati dal 27 giugno 2015, data di entrata in vigore del dl 83/2015, deve tener conto delle novità e delle conseguenze che ne derivano in relazione alla giusta causa di revoca.

 

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