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Cuneo, subito una risoluzione

Votare subito una risoluzione alla Camera, in commissione Bilancio, che indichi con chiarezza che tutte le risorse recuperate dalla spending review e dalla lotta all’evasione siano utilizzate per tagliare il cuneo fiscale. Ad annunciare il primo passo concreto, dopo l’appello delle parti sociali lanciato attraverso le pagine del Sole 24 Ore domenica scorsa, è il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia (Pd), dopo che ieri è stato ascoltato per la prima volta alla Camera il commissario per la revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli. L’intenzione è di votare la risoluzione già la la prossima settimana prima che arrivi a Montecitorio la legge di stabilità in modo da dare un messaggio forte e chiaro in vista poi dell’adozione di un emendamento ad hoc: «La risoluzione, che credo sarà votata da tutti, comprese le opposizioni, farà da battistrada a questo emendamento a cui stiamo già lavorando dopo la presa di posizione di Letta».
Il premier, ieri, proprio al Sole 24 Ore, aveva infatti dato il suo endorsement alla proposta di introdurre subito alla Camera una modifica alla stabilità che impegni l’Esecutivo a destinare con un meccanismo automatico le risorse recuperate attraverso i tagli di spesa e il contrasto dell’evasione alla riduzione delle tasse sul lavoro. «L’idea è di introdurre una norma vincolante, a esempio creando un fondo in cui mettere le prime risorse, anche simboliche, che poi si riempirebbe man mano che si liberano le risorse», spiega ancora Boccia. Risorse che sarebbero davvero ingenti come ha ricordato sempre ieri il commissario alla spending review: «Se tutti i 32 miliardi che si dovrebbero ottenere entro il 2016 fossero usati per ridurre le tasse sul lavoro, si porterebbe la tassazione al livello medio dell’area euro», ha spiegato Cottarelli. Che però ha chiarito come la scelta sulla destinazione delle risorse recuperate dalla spending review «è tutta politica». Da qui l’idea subito di una risoluzione in commissione Bilancio e poi di un emendamento al momento della discussione alla Camera della legge di stabilità. Un intervento, quest’ultimo, che raccoglie sempre più consensi tra le fila del Governo e in Parlamento. A cominciare dai due vice-ministri all’Economia. Per Stefano Fassina (Pd) si può subito verificare con le parti sociali «come costruire una soluzione che dia la massima credibilità possibile a questo fondamentale impegno politico e programmatico».
Fassina apre all’idea di un emendamento che introduca una «norma programmatica che impegni il Governo in questa direzione». Per il vice ministro al l’Economia le risorse devono però arrivare soprattutto dal recupero dell’evasione, «la vera anomalia italiana visto che è il doppio di quella europea», mentre sulla spesa pubblica – «tra le più basse in Europa» – bisogna puntare su un efficientamento, recuperando fondi per «la scuola pubblica e la lotta alla povertà». Luigi Casero (Ncd), anche lui vice ministro all’Economia, indica come fonte di nuove risorse per il taglio del cuneo non solo la spending review, ma anche la delega fiscale «dove si sta lavorando a una forte semplificazione». Casero si dice convinto che già nel passaggio alla Camera ci sarà un «segnale ben visibile in questa direzione» visto che il taglio del cuneo fiscale è un impegno che «il Governo ha preso dal suo primo giorno».
Promuove l’idea anche Cesare Damiano (Pd). A patto che il taglio sia «in una doppia direzione, sia per le imprese che per i lavoratori», avverte il presidente della commissione Lavoro della Camera. Che oltre alla riduzione delle tasse sul lavoro chiede a Letta anche «un intervento sui temi irrisolti delle pensioni, a cominciare dall’emergenza degli esodati».

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