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Cuneo senza la quadra

Calcoli da rifare sugli sgravi Irpef annunciati dal governo. I 10 miliardi di euro individuati da palazzo Chigi potrebbero non bastare per tutti. Oppure nella busta paga di maggio i lavoratori avranno un beneficio inferiore agli 80-85 euro netti mensili dichiarati dal presidente del consiglio, Matteo Renzi.

A lanciare l’allarme è la Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, che ha messo a confronto i dati dell’esecutivo con le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi diffuse dal Mef per l’anno 2012 (anno d’imposta 2011). Lo scorso 12 marzo il governo ha affermato che il limite massimo per la fruizione del bonus sarà pari a 25 mila euro lordi e che i beneficiari saranno circa 10 milioni di persone. Secondo le statistiche del dipartimento finanze, però, la platea sarebbe di 15 milioni di lavoratori. «Mancano 4 miliardi di euro sugli sgravi Irpef oppure non sono stati conteggiati 4 milioni di “incapienti”, con redditi fino a 8 mila euro annui», osserva Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi. Che intravede tre possibili scenari: «O servono più soldi, o non tutti i citati contribuenti ne usufruiranno, o verrà distribuito un bonus inferiore a quanto previsto». Secondo le stime dei consulenti del lavoro, a parità di plafond il sollievo fiscale per chi guadagna fino a 1.500 euro al mese scenderebbe da 1.000 a 667 euro. La Fondazione rileva pure la necessità di chiarire il corretto anno di riferimento per la verifica della soglia reddituale. «Questa scelta non è di poco conto», spiega De Luca, «poiché prendere a riferimento l’anno in corso da un lato avvicina il riconoscimento allo stato di necessità del contribuente, ma dall’altro apre il fianco al fatto che a maggio 2014 tale reddito sarà solo presunto». Più verosimile quindi che il tetto dei 25 mila euro debba essere accertato con riguardo al 2013. In questo caso, però, si potrebbe avere l’inconveniente che il beneficiario può attualmente contare su un reddito più elevato, oppure, al contrario, che chi aveva lo scorso anno un imponibile superiore (risultando quindi escluso dal beneficio) oggi abbia perso il posto di lavoro.

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