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Cuneo, anche la web tax al fondo

Non solo i risparmi della spending review e una fetta delle risorse recuperate con la lotta all’evasione. La dote del nuovo Fondo automatico taglia-cuneo, in procinto di essere inserito nel passaggio alla Camera della legge di stabilità, dovrebbe essere ulteriormente rafforzata con altri 4-5 miliardi nel 2014. Almeno secondo i partiti della maggioranza che guardano anzitutto all’ipotesi dell’introduzione della cosiddetta web tax, lanciata nelle scorse settimane dal presidente della Commissione Bilancio di Montecitorio, il democratico Francesco Boccia. Anche se nel Nuovo centrodestra resta più di una perplessità. Ma tutti sono d’accordo nel dare la maggior spinta possibile al Fondo automatico per ridurre la tassazione sul lavoro anche con l’obiettivo di agganciare la ripresa.
Lo stesso premier Enrico Letta al termine dell’incontro con il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu sottolinea che «in questo momento in cui l’uscita dalla crisi pare così a portata di mano, la concretezza dei risultati deve essere portata a un livello ancora maggiore di implementazione». Proprio da Letta, del resto, è arrivata subito una risposta positiva all’appello lanciato congiuntamente dalle parti sociali per destinare in via automatica alla riduzione del cuneo tutti i risparmi della spending review.
E questa sarà una delle prime questioni affrontate in commissione Bilancio a Montecitorio, dove da questa mattina partirà formalmente l’esame del testo della legge di stabilità arrivato dal Senato e anche quello del Ddl di Bilancio. Nel primo caso il relatore è Maino Marchi (Pd) mentre per il Bilancio è stato designato Andrea Romano (Sc). Il termine per la presentazione degli emendamenti da parte dei gruppi parlamentari è fissato per il 5 dicembre. Ma la partita sulle nuove modifiche è destinata a entrare nel vivo solo la prossima settimana. Anche se la Camera dovrà fare i conti con l’incognita dei tempi. Che rischiano di essere stretti: il testo dovrebbe, almeno sulla carta, approdare in Aula tra il 17 e il 18 dicembre.
Per dare più consistenza all’operazione di riduzione del cuneo, alla quale al momento sono destinati solo 5 miliardi, l’idea che si sta facendo largo a Montecitorio è creare un fondo ad hoc, oppure rinconvertire a questa “mission” quello già previsto dalla “stabilità” per la riduzione della pressione fiscale. Un Fondo che dovrebbe essere alimentato in via automatica dai risparmi della spending review targata Cottarelli, da una fetta (da indicare in percentuale) delle risorse derivanti dagli interventi anti-evasione e dall’attuazione della delega fiscale. E nel caso in cui il ritocco sulla cosiddetta web tax (pagamento delle tasse in Italia dei prodotti venduti via web) proposta dal Pd venisse approvato dalla commissione Bilancio, anche il gettito di questa misura (stimato dai democratici in circa 1 miliardo) dovrebbe confluire nel Fondo per la riduzione della tassazione sul lavoro. Analogo percorso, secondo il Pd, dovrebbero seguire le risorse collegate alla Tobin Tax di cui i democratici chiedono una revisione in chiave soft. Ma su questo punto sono in molti a frenare nella maggioranza e anche il Governo resta cauto.
Tra gli altri nodi da sciogliere in Commissione ci sono anzitutto quelli riguardanti le pensioni. Con il Pd in pressing per allentare il blocco dell’indicizzazione sugli assegni al minimo e il Ncd che spinge per alzare la soglia sopra la quale scatta il contributo di solidarietà sui trattamenti più elevati da 90mila a 100-120 mila euro. Più complicato, anche per la mancanza di risorse, il tentativo della maggioranza di allentare ulteriormente il patto di stabilità interno per i Comuni.
Un tema che diventerebbe però centrale nel caso in cui nella “stabilità” entrasse in corsa un pacchetto di ritocchi sull’Imu magari per garantire la copertura, come auspicato dal ministro Graziano Delrio, al meccanismo di rimborsi della mini-quota della seconda rata rimasta in vita nei Comuni che hanno ritoccato le aliquote nel 2012 e nel 2013. Scontati gli emendamenti sugli altri nodi rimasti in sospeso al Senato: spiagge e stadi.

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