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Ctu, tariffe in dirittura

In arrivo le nuove tariffe giudiziarie per i compensi dei periti e dei consulenti tecnici. L’annuncio è arrivato dal sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri davanti a una platea di ingegneri intervenuti ieri a Roma all’Assemblea nazionale di categoria dedicato al tema del «lavoro, crescita e innovazione».

Una promessa particolarmente gradita alle professioni tecniche che da anni chiedono un aggiornamento dei compensi (è dal 2002 che non c’è un adeguamento) che sia fatto prevalentemente sulla base della prestazione dell’opera e non solo sul principio della vacazione. Ma non solo perché nel confronto con la categoria, il numero due della giustizia ha parlato poi di misure per sostenere la professione come quella di dedurre le spese per la formazione continua dei professionisti e di semplificare le procedure per le regole d’appalto. Dunque un’assemblea che è stata l’occasione di un nuovo confronto con la politica durante la quale il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri Armando Zambrano è tornato a parlare di semplificazione e sburocratizzazione, della necessità di investire nelle infrastrutture e soprattutto dell’esigenza di ridare centralità al lavoro professionale. È proprio la difficoltà che incontra la professione, uno dei temi al centro del dibattito di ieri. Un solo dato è già di per sé esplicativo quello, testimoniato dall’indagine realizzata dal Centro studi sul tema del mercato del lavoro, delle regole e degli strumenti di tutela, che attesta l’inesorabile flessione del reddito medio degli ingegneri liberi professionisti negli ultimi sei anni: dai 43 mila euro del 2008 agli scarsi 33 mila del 2014 con una flessione poco superiore al 20%. Che fare quindi per sostenere la professione? Zambrano propone di intervenire con una serie di azioni a tutela soprattutto dei giovani professionisti, puntando innanzitutto su un sistema di regole e policy che incentivino il lavoro, specie quello autonomo. La richiesta è quella «di rendere i costi della formazione professionale totalmente deducibili, di modificare le normative sui bandi di gara europei che spesso impediscono la partecipazione degli ingegneri liberi professionisti e poi di ripristinare la soglia dei minimi a 30 mila euro e di migliorare le norme sulle Società tra professionisti». Immediata la replica degli esponenti del governo, dal sottosegretario Ferri che ha ribadito la volontà di pensare a sgravi fiscali per chi investe in formazione, al numero due dell’economia Enrico Zanetti che «ha assicurato la volontà del governo di introdurre il vecchio regime nel decreto mille proroghe, per poi trovare una soluzione nell’ambito della delega fiscale». Niente da fare, invece, su una richiesta di retromarcia per il meccanismo dello split payment la cui applicazione secondo il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti «rischia di avere gravissimi effetti sulle imprese che operano nel settore dei lavori pubblici, già messe a dura prova dal fenomeno dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione», giacché per Zanetti invece «la norma non è di per sé irricevibile, ma lo può diventare solo se le imprese non sono tutelate».

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