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CsC: si allontana la ripresa

Leggero recupero della produzione industriale nel mese di marzo: secondo i dati diffusi ieri dall’Istat, l’indice destagionalizzato è aumentato dello 0,5% mensile, dopo la flessione dello 0,7% registrato in febbraio. Il modesto miglioramento non altera tuttavia l’intonazione negativa del primo trimestre dell’anno: nella media dei tre mesi gennaio-marzo 2012 l’indice è infatti diminuito del 2,1% rispetto al trimestre immediatamente precedente. Se poi si guarda alla dinamica tendenziale l’indice in marzo registra una flessione del 5,8% rispetto al marzo del 2011 e le variazioni nei dodici mesi della produzione sono negative in tutti i comparti.
La flessione più forte riguarda l’energia (-8,7%) ma anche gli altri settori mostrano cali consistenti: -6,6% i beni di consumo, -6,3% i beni intermedi e -3,9% i beni strumentali. Anche l’industria italiana delle tecnologie, elettrotecnica ed elettronica, rappresentata da Confindustria-Anie ha evidenziato a marzo un andamento negativo nei dati di produzione industriale. Nel confronto con lo stesso mese del 2011, l’elettrotecnica ha mostrato una flessione dei livelli di attività del 10,4%, l’elettronica dello 0,7% (-5,7% la corrispondente variazione nella media del manifatturiero nazionale).
Gli economisti in larga maggioranza ne deducono che, con ogni probabilità, anche il Pil del primo trimestre potrebbe registrare una caduta maggiore di quella evidenziata nel quarto trimestre del 2011 (che era stata pari a -0,7%). Ma c’è anche chi, come il Centro studi della Confindustria, afferma con chiarezza che a questo punto le prospettive di ripresa economica si stanno allontanando. Secondo il rapporto congiuntura flash del Csc, infatti, in primo luogo nel mese di aprile la produzione dovrebbe essere tornata a ridursi dello 0,6%, attestandosi sui livelli del novembre 2009. Inoltre, le indagini che danno conto delle attese sulla produzione delle imprese segnalano che vi sarà un’altra forte contrazione dell’attività produttiva nel secondo trimestre dopo il -2,1% del primo. «Sale la probabilità di una caduta del Pil nel secondo trimestre 2012 – affermano gli economisti della Confindustria – più accentuata di quella prevista dal Csc a dicembre(-0,3%) e forse di quella stimata per il primo (-1,0%)».
La diagnosi del Centro studi, che rileva come nel mondo lo scenario economico abbia cessato di migliorare, è netta:«Anche in Italia la ripresa si allontana: la domanda interna (specie i consumi) cala più del previsto e l’export ha perso slancio rispetto a qualche mese fa, nonostante il commercio mondiale vada meglio». Tra gli elementi che contribuiscono a rendere più cupo il quadro, il report cita l’aumento del numero di persone in cerca di occupazione, un elemento che conferma le difficoltà di bilancio delle famiglie, mentre i margini delle imprese vengono erosi da maggiori costi unitari, anche del lavoro. Riguardo ai consumi, spiega il Csc «la fiducia delle famiglie ha toccato in aprile il minimo storico». Inoltre «il credit crunch si è ulteriormente accentuato, sebbene i tassi abbiano smesso di salire»: secondo i dati del Centro studi Confindustria, i prestiti alle imprese italiane sono scesi anche in marzo (-0,6% e -2,5% da settembre 2011).

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