Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Crollano le Borse in Asia, vola l’oro

Apertura shock, oggi, sulle Borse asiatiche e sui mercati valutari, con oscillazioni molto violente e l’avvio di una fuga degli investitori verso asset-rifugio come oro e yen. La suspense sull’esito delle presidenziali negli Stati Uniti fatto sì che a un iniziale sollievo per le indicazioni su un leggero vantaggio di Hillary Clinton sia seguito il panico man mano che nella notte italiana giungevano i segnali della rimonta di Trump.
La Borsa di Tokyo a circa due ore dalla chiusura perdeva il 4,8% con una drastica inversione di rotta rispetto all’apertura in rialzo dell’1,5%. Trend analogo, anche se meno esasperato, nelle altre piazze azionarie asiatiche. Il prezzo dell’oro ha segnato un aumento del 3% mentre i future sul Dow Jones a Wall Street segnavano un calo di 500 punti.
È una replica più drammatica di quanto successo nelle ultime settimane e nei giorni scorsi, quando l’indice Nikkei ha oscillato a volte con una certa violenza, piegando al ribasso ogni volta che le chanches di vittoria di Donal Trump apparivano in aumento. Una dinamica legata alle escursioni in senso contrario dello yen, che è considerato un bene rifugio e tende a rafforzarsi alla prospettiva di un aumento dell’instabilità sui mercati internazionali. Lo yen ha iniziato debole, con un cambio di 105,25 sul dollaro (minimo da fine ottobre), ma poi si è improvvisamente rafforzato di quasi il 3% fin sulla soglia di 102. Tanto che questa mattina lo stesso portavoce del governo giapponese, Yoshihide Suga, ha minacciato interventi sul mercati dei cambi se lo yen dovesse apprezzarsi in modo troppo rapido e forte: torna, insomma, l’interventismo verbale delle autorità di Tokyo, che potrebbe preludere anche a eventuali e controverse mosse dirette. Intanto il dollaro, anche se relativamente debole nei confronti di alter principali valute, è balzato di oltre il 6% sul peso messicano.
Proprio le incertezze sulle future politiche economiche Usa in caso di affermazione di Trump – che ha espresso un atteggiamento più protezionista sul fronte commerciale e tendenzialmente favorevole a un dollaro più debole – inducono vari analisti a pronosticare un forte apprezzamento dello yen, che avrebbe effetti depressivi sul mercato azionario nipponico se il tycoon dovesse prevalere. Per contro, una vittoria della Clinton è giudicata dai più favorevole a un supporto tecnico-politico per il biglietto verde e, più in generale, appare tendenzialmente stabilizzante per i mercati, visto che non dovrebbero esserci novità e sorprese sostanziali quando Obama lascerà la Casa Bianca. Senza shock, l’economia Usa viene considerata in grado di proseguire la sua ripresa consentendo alla Fed di procedere all’atteso rialzo dei tassi, che dovrebbe avere tra gli effetti collaterali un indebolimento dello yen gradito alla Corporate Japan. Il trend di apprezzamento dello yen rispetto a un anno fa si sta riflettendo negativamente sugli utili delle grandi imprese giapponesi, penalizzando in particolare le società esportatrici (da ultimo, ieri Toyota ha annunciato un quasi dimezzamento degli utili nell’ultimo trimestre). Ecco allora che oltre il 70% dei direttori finanziari di aziende giapponesi considera l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti come la principale “minaccia” sul breve termine per l’economia statunitense e, per estensione, per i mercati finanziari internazionali e per la Corporate Japan: è il risultato di un sondaggio condotto da Deloitte Tohmatsu tra oltre un centinaio di Cfo di società nipponiche, per lo più quotate. Il 72% degli interpellati vede come un rischio per l’economia Usa la possibilità che Trump voglia introdurre drastiche misure di cambiamento nelle politiche economiche.
Circa la metà dei direttori finanziari nipponici, inoltre, esprime timori per le politiche commerciali di una presidenza Trump, dopo che il candidato si è schierato decisamente contro la Trans-Pacific Partnership (Tpp: accordo di libero scambio tra 12 Paesi della regione Asia-Pacifico).

Stefano Carrer

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Anche il governatore della Banca d’Italia torna a parlare di bad bank. Tema su cui «si sta riapre...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A scuola da UniCredit. Gli imprenditori e i top manager di quattordici imprese italiane di piccole d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il piano economico finanziario di Autostrade per l’Italia deve essere un dossier separato rispetto...

Oggi sulla stampa