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Crollano Iva e tasse sulle case, è crisi nera

Sale la pressione delle tasse locali, addizionali comunali, regionali e Irap, mentre anche le regioni autonome dal prossimo anno potranno rincarare le proprie aliquote fino ad un tetto del 2,23 per cento. Tutto ciò mentre la crisi affossa le entrate fiscali sui consumi e sulle compravendite delle case: secondo i dati del ministero dell’Economia il gettito dell’Iva nei primi cinque mesi dell’anno è sceso del 6,8 per cento. Segno meno anche per l’imposta di registro sulla compravendita degli immobili (-8,7 per cento) e su quella ipotecaria (-6,7 per cento). Complessivamente tuttavia le entrate tributarie e contributive calano dello 0,4 per cento nel periodo gennaio-maggio 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012.
Il dossier-tasse resta critico, anche in vista della questione Imu domani sul tavolo della cabina di regia: dal 1992, quando sono stati avviati i primi decreti sul decentramento ammini-strativo, il gettito derivante dalle imposte (dirette e indirette) a livello locale ha fatto registrare un aumento del 500 per cento — passando da 18 a 108 miliardi di euro. Il risultato emerge da un’analisi di Confcommercio-Cer. Un processo di rincari che non si arresta: a sorpresa nel decreto-Iva del 28 giugno scorso emerge che (all’articolo 11/comma 13) anche le Regioni e province autonome (Sicilia, Sardegna, Friuli, Val d’Aosta, Trento e Bolzano), oltre alle ordinarie che possono già farlo, potranno elevare di un punto dal 1° gennaio del 2014 le addizionali Irpef che potranno salire dalla base attuale dell’1,23 al 2,23 per cento.
Si apre intanto un settimana decisiva per l’attività del governo: oggi si terrà il vertice tra il ministro del Lavoro Giovannini e le parti sociali dedicato alla individuazione di forme di flessibilità speciali per l’Expo chieste dal Pdl per favorire l’impiego degli under 30 con contratti senza causali triennali. «Se non lo fanno le parti sociali decida il Parlamento », ha detto ieri Sacconi (Pdl). Monito della Cgil: «Non si usi l’Expo per deregolamentare il lavoro», ha avvertito Susanna Camusso.
Domani sarà la volta del nuovo round della «cabina di regia» dedicato al nodo Imu-Iva: sul tavolo sempre le stesse posizioni il Pdl insiste sulla abolizione totalee la ricerca delle relative coperture mentre il Pd parla di abolizione, ma non per tutti. Ieri sul tema è tornato il ministro Zanonato per assicurare che «c’è la volontà di non aumentare l’Iva». Ancora tutte aperte le soluzioni che comunque prevedono di togliere l’Imu «così com’era»: si dovrà definire se, dopo l’estate, nessuno dovrà pagare l’Imu prima casa, se soltanto alcuni e, in questo ultimo caso, quali saranno i criteri (reddito, quartiere, porzione immobiliare). Una indicazione è giunta nei giorni scorsi dal ministro Delrio (Affari regionali): ha detto che la categoria degli immobili che continueranno a pagare l’Imu «debba essere ampliata» rispetto a quelli che hanno goduto della sospensione. Quanto alle coperture, secondo le dichiarazioni del premier Letta nell’intervista aBallarò, potrebbero venire da una riduzione della spesa per i tassi d’interesse e dagli incassi Iva dovuti alla accelerazione dei pagamenti dei debiti dello Stato alle imprese.
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