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Crollano i titoli bancari, Mps perde un quinto del valore, interviene la Consob

Effetto stress test in Borsa: crollano i titoli bancari, Mps perde un quinto del suo valore, Carige il 17%. Raffica di sospensioni per 7 banche. La Consob vieta le vendite allo scoperto sull’istituto senese e poi estende e rafforza le proibizioni: fino al 10 novembre, non si potranno «assumere e incrementare le posizioni nette corte» sui titoli Mps e Carige, le due banche che non hanno passato l’esame della Bce anche dopo le «correzioni » della Banca d’Italia. Ed è un giorno difficilissimo per i mercati e per Milano in particolare: meno 2,40% è il saldo. Piazza Affari è maglia nera in Europa, pure in lieve calo. Lo spread chiude in rialzo a 168 punti, si allarga il divario con i Bonos spagnoli.
Gli analisti temevano questa reazione. La Banca d’Italia stessa, nel diffondere i risultati dei test di domenica, a mercati chiusi, ha cercato di prevenire e mitigare la sensazione che il sistema creditizio nazionale fosse uscito ammaccato dall’analisi Bce che si fermava al 31 dicembre scorso. Così ha incluso e calcolato tutte le operazioni sul capitale intervenute quest’anno. Risultato: le 9 banche inizialmente bocciate sono diventate 4 e poi 2, cioè appunto Mps e Carige che dovranno rafforzarsi rispettivamente per 2,1 miliardi e 814 milioni. I top official di Via Nazionale hanno anche spiegato che la bocciatura si riferiva solo al cosiddetto «scenario avverso», «altamente improbabile», perché prevede un Pil in calo di un altro 6% nei prossimi tre anni e la crisi del debito di nuovo riacuita. L’altro pilastro del test, l’Asset quality review condotta sui bilanci reali a fine 2013 è andata invece benone. Conclusione: «il sistema è solido». «Italia sotto pressione dopo che 9 banche hanno fallito gli stress test», titolava ieri in prima pagina il Financial Times. «Bilancio spaventoso » scriveva la Bild, con Renzi collocato nella colonnina dei «perdenti», quella che ogni giorno decreta i vincitori e i vinti, con tanto di giochi di parole ironici.
Ecco, è in questo contesto che i titoli bancari scivolano: quelli delle due banche col cartellino rosso, e quelli delle “promosse”. Chi lavora sui mercati racconta tensioni e paure di una giornata scandita da una serie di giudizi sui test, oltre che dal calo della fiducia delle imprese in Germania. Il Fmi, per esempio, si dice convinto che «è un passo verso l’unità bancaria e darà fiducia »; Moody’s evidenzia «la solidità degli istituti dell’eurozona»; Standard&Poor’s invece guarda alle «vulnerabilità tangibili» che restano. Spiega: «Solo alcune banche hanno fallito, ma gli stress test rivelano anche la debolezza di quelle che li hanno superati». Il tutto mentre la Spagna si rallegrava per i suoi buoni risultati e lo stesso facevano le autorità greche. In serata anche gli indici Usa chiudevano in rialzo.
Davanti ai titoli bancari italiani ci sono solo segni meno: oltre a Mps e Carigi, perdono Ubi-banca, Bpm, Bper, Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Unicredit. E interviene la Consob: il nuovo divieto include le operazioni che fanno uso dei derivati, quelle effettuate fuori mercato su qualsiasi piattaforma anche non regolamentata, ed è valido sui mercati extra Ue. Dura appunto fino al 10, quando Mps e Carige dovranno spiegare a Francoforte come rientrare nei ranghi.
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