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Crollano di un quarto gli acquisti di case produzione a picco, inflazione ferma

Inflazione all’1,1% ad aprile, ai minimi dal dicembre 2009. Produzione industriale da record a marzo nel senso che il — 5,2% dell’Italia è il dato peggiore tra le grandi economie Ue. Mercato immobiliare in forte crisi con le compravendite scese ai livelli del 1985 (nel 2012 sono state oltre 150.000 in meno rispetto all’anno precedente). E ancora: sofferenze nette delle banche italiane in crescita del 33,1% a marzo (64 miliardi), prestiti a famiglie e imprese in calo del 3,1% ad aprile. Una raffica di dati negativi che non sembra offrire al momento alcuno spiraglio, neanche un barlume di luce alla fine del tunnel. E quindi non sorprende che Confesercenti preveda per il 2013 la chiusura di altri 42.000 negozi, conseguenza di un calo di 13 miliardi della spesa delle famiglie. Molti di questi chiuderanno per fallimento: secondo i dati di Crif nel primo trimestre del 2013 hanno portato i libri in tribunale 3.637 imprese, il dato trimestrale peggiore dal 2009.
La frenata dei consumi si specchia perfettamente nell’andamento dell’inflazione, che ad aprile non si è mossa di un millimetro rispetto al mese precedente, mentre il dato tendenziale mostra una forte decelerazione rispetto a marzo (+1,6%) e fortissima rispetto al giugno dell’anno scorso, quando si registrava una crescita dei prezzi al consumo del 3,3%. Scende persino l’indice dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, che rispetto ad aprile perde lo 0,1% e su base annua passa all’1,5% rispetto al 2% di marzo.
Un Paese dove si consuma poco e si produce poco: il calo del 5,2% della produzione industriale italiana registrato a marzo si confronta con il — 1,5% della Germania, — 1,6% della Francia, — 1,7% per l’Eurozona e — 1,1% per la Ue-27, che registra anche dati molto positivi come il +11,1% dell’Olanda, il +8,4 della Lettonia e il +7,1% dell’Estonia. Alla gelata generale di produzione e consumi contribuisce anche l’avvitamento del credito bancario, che si riflette nel calo dei finanziamenti per investimenti e nell’ennesimo crollo del mercato immobiliare. Secondo il rapporto Abi-Agenzia del Territorio nel 2012 sono state effettuate 448.364 compravendite (poco più delle 430.000 del lontano 1985), contro le 603.176 del 2011. I prezzi sono scesi del 2,7%, ma già per i primi tre mesi del 2013 l’Abi stima un ulteriore contrazione dell’1,1% sull’ultimo trimestre 2012.

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