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Crolla il Pil tedesco (-9,7%) ma le imprese ripartono

Primi piccoli segnali positivi sulle prospettive dell’economia tedesca che, essendo il nostro primo partner commerciale, tanta importanza ha per le aziende italiane. Nonostante la grande contrazione del Prodotto interno lordo, però un po’ meno forte delle stime, cresce a sorpresa la fiducia delle imprese. E sulla fiducia si pianificano gli investimenti. Tanto che Clemens Fuest, presidente dell’Istituto di ricerca Ifo, che misura mensilmente gli umori di manager e imprenditori tedeschi, ha parlato di economia «in corso di ripresa» in Germania.

Ecco i numeri: nel secondo trimestre il Pil tedesco è sceso del 9,7% su base trimestrale, ma l’Ufficio nazionale di statistica si attendeva un -10,1%. Su base annua la caduta è del’11,3% contro una previsione iniziale di -11,7%. Un tonfo molto più pesante di quanto avvenne durante la crisi finanziaria originata dai mutui subprime, con il picco negativo toccato nel primo trimestre 2009 (-4,7%).

La buona notizia arriva dall’Indice Ifo, che ad agosto è salito a 92,6 punti dai 90,4 punti di luglio. Un segnale che le aziende valutano la situazione in modo più positivo rispetto al mese scorso. Ma l’incertezza resta. Tutto dipenderà dall’evoluzione della pandemia, come ha ribadito anche ieri Lars Feld, presidente del Consiglio degli esperti economici di Angela Merkel. In ogni caso l’uscita dalla crisi non sarà indolore. Il presidente dell’Istituto per l’economia mondiale (Ifw), Gabriel Felbermayr, ad esempio, ha messo in guardia su «una seconda ondata di bancarotte».

Il cauto ottimismo che in mattinata aveva spinto i listini europei, insieme alla notizia di un nuovo accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti, però non è bastato. Il nervosismo di Wall Street, con il Dow Jones subito negativo, ha frenato i rialzi e a fine seduta le principali Borse europe hanno chiuso sulla parità o in rosso. American Airlines ha annunciato che taglierà 19 mila posti di lavoro entro il primo ottobre, quando finiranno gli aiuti federali. E altri grandi gruppi potrebbero seguire. Perciò c’è attesa per il discorso del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che domani parlerà in streaming al simposio di Jackson Hole, quest’anno in modalità virtuale, causa coronavirus.

A Piazza Affari, all’inizio trainata dai titoli bancari dopo le indiscrezioni sulla creazione di una bad bank europea dove scaricare i crediti in sofferenza, il Ftse Mib ha segnato -0,41%, mentre lo spread tra il Btp decennale e l’analogo Bund tedesco è risalito a 151,7 punti. A Francoforte, il Dax ha chiuso a -0,04%; a Londra il Ftse 100 ha registrato un calo dell’1,11% e Parigi, ha terminato invariata (+0,01%).

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