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Crolla l’utile Bank of America ma i conti battono le attese

Drastico calo dei profitti per Bank of America nel terzo trimestre, ma la seconda banca americana per asset è riuscita ad evitare perdite difficili da giustificare agli investitori. L’impatto sul bilancio dei 2,43 miliardi di dollari pagati il mese scorso per chiudere la causa collettiva sull’acquisto di Merrill Lynch è stato duro, ma non drammatico. L’utile, schiacciato anche da cambiamenti del trattamento fiscale in Gran Bretagna e svalutazioni del debito per 1,9 miliardi, è calato del 95% a 340 milioni di dollari, contro i 6,2 miliardi del periodo luglio-settembre 2011. Ma i risultati non sono stati negativi come gli analisti prevedevano: le stime erano per un rosso tra i 7 e gli 11 centesimi per azione, mentre l’istituto, considerando il valore per azione, ha chiuso il trimestre in pareggio. Un dato che va comunque messo in prospettiva: l’utile del 2011 era stato positivamente influenzato dalla cessione di asset per 3,6 miliardi di dollari e da alcuni benefici contabili.
«La nostra strategia sta pagando, anche se il contesto economico resta problematico e dobbiamo superare questioni che abbiamo ereditato», ha commentato l’ad Brian Moynihan. L’eredità di cui parla il numero uno dell’istituto è appunto il contenzioso sull’acquisizione di Merrill Lynch, rilevata nel settembre 2008, all’apice della crisi finanziaria. Successivamente, a gennaio 2009, alcuni piccoli investitori avevano intentato causa con sostenendo di essere stati ingannati da BofA, che avrebbe dato informazioni fuorvianti sulle reali condizioni di Merrill. Lo scorso 28 settembre Bank of America, pur respingendo le accuse su qualunque tipo di violazione, ha acconsentito a pagare 2,43 miliardi di dollari (di cui 1,6 miliardi iscritti a bilancio nel trimestre appena concluso con un’incidenza di 28 centesimi per azione). «Risolvere la questione elimina rischio e incertezza ed è il miglior interesse per gli azionisti», aveva commentato il numero uno dell’istituto.
Tornando ai conti, il fatturato della banca di Charlotte è calato nei tre mesi a 20,66 miliardi di dollari, il 28% in meno rispetto ai 28,7 del 2011 e al di sotto dei 21,86 miliardi attesi dagli analisti. In particolare, il giro d’affari generato dalla divisione che si occupa di attività al consumo è calato da 8,1 a 7,1 miliardi di dollari, con un utile netto di 1,3 miliardi. Male invece l’area di servizi immobiliari, che ha riportato perdite nette per 877 milioni di dollari, comunque meno del rosso da 1,1 miliardi dello stesso trimestre dell’anno scorso. In aumento le attività di erogazione di mutui (sono stati concessi prestiti per 117 miliardi di dollari, di cui 20,3 per mutui residenziali) con un miglioramento della qualità del credito (i prestiti in cattive condizioni sono calati dal 3,2 al 2,8%). Nel terzo trimestre il rapporto capitale Tier 1 è salito all’8,97% dal 7,95% di un anno fa, mentre gli accantonamenti contro future perdite sono calati del 48% a 1,77 miliardi di dollari. Bank of America ha inoltre segnalato passi avanti nel settore vendite, dell’investment banking e dell’attività di intermediazione.

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