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Crolla la Borsa di Atene, volano i tassi

La situazione politica in Grecia continua ad alimentare incertezza sui mercati finanziari. Quella di ieri è stata un’altra giornata da dimenticare per la Borsa di Atene, che ha perso un altro 9,24% portando il ribasso post-voto oltre il 15 per cento. Il tasso del bond triennale ieri è balzato al 17%, ai massimi dal 2012, l’anno della maxi-ristrutturazione con i creditori privati. I bond triennali rendono molto più dei decennali il cui tasso ieri ha superato la soglia del 10 per cento. La curva dei rendimenti continua ad essere invertita, segnale che i mercati hanno timori sulla solvibilità di Atene. La situazione d’altronde continua ad essere difficile da interpretare.
Non è chiaro se ci sia spazio per un’intesa tra il nuovo governo Tsipras e i creditori internazionali. La Grecia ha urgente bisogno di fondi (tra febbraio e marzo ci sono 3,8 miliardi di debiti da rimborsare) ma non intende sottostare alle richieste di austerity accettate dai suoi predecessori. E lo ha fatto capire chiaramente ieri con la decisione di «congelare» il piano di privatizzazioni dell’Autorità portuale del Pireo, uno dei passaggi chiave del programma di dismissione di beni statali concordato con la troika. Come se non bastasse Atene ha aperto un nuovo possibile terreno di scontro con la Ue contestando le nuove sanzioni contro la Russia. Tutto ciò ha alimentato una certa avversione al rischio sui mercati obbligazionari testimoniata dalle forti oscillazioni del differenziale di rendimento tra Bund e BTp. Lo spread si è mosso tra un minimo di 119 e un massimo di 134 punti per chiudere gli scambi a 128 punti base. Un movimento alimentato soprattutto dal calo dei tasso Bund che ieri ha rivisto un nuovo minimo storico allo 0,35 per cento. L’incertezza sulla crisi di Atene non ha comunque pregiudicato l’esito dell’asta BoT in programma ieri: il Tesoro ha collocato tutti i 7 miliardi di titoli semestrali con rendimenti in calo e buona domanda (vedi articolo a pag 4).
Sul fronte azionario la giornata è stata contrastata. Se Milano (-0,81%), Madrid (-1,34%) e Parigi (-0,29%) hanno chiuso in calo, Francoforte ha terminato gli scambi con un guadagno dello 0,78% mentre Londra ha chiuso invariata. In mancanza di dati macroeconomici di rilievo le attenzioni degli operatori si sono concentrate sui risultati societari. Ad esempio quelli di Apple, che ha fatto il record di utili trimestrali (18 miliardi di dollari) dando la spinta a Wall Street. In Europa tra tra i “big” hanno presentato i conti Nordea, Roche, H&M ed Electrolux. A Piazza Affari ieri era il giorno di Fiat e STmicroelectronics (vedi approfondimenti nel dorso Finanza e Mercati).

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