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Crolla il mercato auto, Fiat giù del 35%

di Gabriele Dossena

MILANO — Indietro di 32 anni. Il consuntivo di marzo delle vendite di auto nuove, specchio della crisi e delle difficoltà economiche delle famiglie italiane, a cui si sono sommati lo sciopero di sei settimane degli autotrasportatori e il conseguente rallentamento delle consegne, riporta agli stessi livelli del 1980.
Per il quarto mese consecutivo, il dato è in rosso: poco più di 138mila auto vendute lo scorso mese, rispetto alle 188mila del marzo di un anno fa, con una flessione del 26,7%. E il consuntivo del primo trimestre 2012, che con 406.907 immatricolazioni mostra una perdita di 107.852 auto nel confronto (-21%) con lo stesso periodo dello scorso anno, lascia intravvedere per l'intero 2012 una tendenza da 1,37 milioni (nel 2011 le auto nuove vendute sono state 1,75 milioni).
Il presidente dell'associazione dei concessionari (Federauto), Filippo Pavan Bernacchi, lancia il grido d'allarme: «Stiamo vivendo in Italia il momento più tragico da quando è stata inventata l'automobile e nessuno muove un dito; dopo il giro di vite sulle tasse nel nostro settore siamo passati dagli incentivi ai disincentivi».
Ancora più dura la reazione degli importatori di veicoli esteri raggruppati nell'Unrae: «L'effetto della crisi congiunturale, combinato con l'aumento continuo del prezzo dei carburanti, la forte crescita delle assicurazioni Rc auto, l'assenza di credito alle imprese e con le mancate consegne per lo sciopero delle bisarche, hanno alimentato un mix letale che ha inciso pesantemente sul mercato dell'auto», ha commentato il numero uno Jacques Bousquet. «Con la conseguenza – ha aggiunto – che in molte concessionarie verrà a mancare la massa critica di sostentamento per vendita e assistenza». Tanto da prevedere che entro fine anno saranno almeno 350 i concessionari di auto che chiuderanno, con una perdita complessiva di circa 10mila addetti.
Per il gruppo Fiat, che a marzo ha immatricolato quasi 36mila auto (55.916 un anno fa, con un calo del 35,6%) ha pesato in particolar modo lo sciopero delle bisarche: sono state più di 8mila le immatricolazioni «perse» sul mercato italiano per le mancate consegne. Così la quota di mercato del gruppo torinese si attesta ora al 26% (dal 29% di un anno fa), con le immatricolazioni di veicoli a marchio Fiat che da sole incidono per oltre il 18%.
Per il Lingotto le buone notizie arrivano però dal Brasile, dove a marzo la Nuova Punto è risultata la più venduta, superando con 2mila unità di distacco, la diretta rivale Volkswagen, da 25 anni dominatrice assoluta sul mercato locale. Lanciata nel 2010, prodotta nell'impianto di Betim e completamente ridisegnata rispetto a quella di Giorgetto Giugiaro (è più simile alla Panda attuale che alla vecchia Punto), ha surclassato la Gol, l'utilitaria (da non confondere con la Golf) che il gruppo d Wolfsburg produce direttamente in Brasile.
 

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