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Crisi, l’acquirente è inadempiente? C’è l’amministrazione straordinaria

Un altro paracadute per le aziende già sottoposte ad amministrazione straordinaria (a.s.); arriva una salvaguardia per le aziende che sono divenute cessionarie dei complessi aziendali già sottoposti alla procedura prevista per le grandissime imprese in crisi. Con l’articolo 8 del decreto legge 20 giugno 2017, n. 91, che si occupa di misure urgenti per la crescita economica del Mezzogiorno, è stata infatti introdotta una disposizione ad hoc che va ad inserirsi nel quadro della cosiddetta legge Marzano, ovvero il decreto legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito in legge 18 febbraio 2004, n. 39.

La cessione dei complessi aziendali in tali contesti, come noto, avviene a cura del commissario straordinario che ai sensi dell’art. 4, comma 4 quater della legge 39/2204, in deroga all’art. 62 del dlgs. 270/99, individuano l’acquirente tra i soggetti che garantisco, a seconda dei casi, la continuità aziendale (nel medio periodo) del relativo servizio pubblico essenziale ovvero la continuità produttiva dello stabilimento industriale di interesse strategico nazionale anche con riferimento alla garanzia di adeguati livelli occupazionali, nonché la rapidità ed efficienza dell’intervento come proposto dall’acquirente. Quest’ultimo, infatti, viene individuato a seguito di idonea procedura competitiva che assegna specifici punteggi e coefficienti all’offerta selezionata più vantaggiosa. L’inadempimento del cessionario del complesso aziendale non è dunque mai legata al problema del mancato pagamento del prezzo, che avviene normalmente prima della cessione definitiva e d in ogni caso viene garantito da idonee fideiussioni. L’inadempimento, così è legato piuttosto al mancato rispetto dei paramenti ed impegni previsti dal piano industriale e dall’offerta selezionata. Sicché il principale paramento che può determinare l’inadempimento è proprio la mancata riassunzione dei dipendenti che gradualmente i cessionari di azienda in a.s. si impegnano a recuperare. La disposizione quindi mira ancora una volta a intervenire sull’occupazione, certamente con conseguenze non indolori per la finanza pubblica e la collettività. La nuova norma, supera il problema della retrocessione dell’azienda al cedente e mira invece a semplificare ed aprire una (nuova) procedura di a.s. in capo alla società cessionaria che non abbia rispettato gli impegni assunti in sede di acquisto dei complessi aziendali. La nuova a.s. per altro non dovrà rispettare i paramenti dimensionali richiesti alle lettere a) e b) dell’art. 1, comma 1 della legge 39/2004, fermi invece gli altri presupposti delle leggi vigenti.

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