Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

È crisi per gli hedge fund. Ma i gestori guadagnano miliardi

 

Molti ricchi clienti degli hedge fund piangono perché da anni le performance di questi fondi d’investimento esclusivi sono deludenti. In particolare il 2015 è stato brutale, con una perdita media dell’1% e quasi mille fondi costretti a chiudere. Ma non piangono i gestori degli hedge fund più grandi, perché comunque incassano il 2% dei patrimoni gestiti — cioè la commissione di gestione fissa — oltre al 20% dei rendimenti, quando sono positivi (commissione di performance).

Sono i nuovi Paperoni di Wall Street. Infatti guadagnano molto di più dei banchieri classici: in media 50 volte tanto i compensi dei top manager delle banche. L’esempio più eclatante: James Dimon, l’amministratore delegato di JPMorgan Chase, il gruppo bancario numero 1, è stato pagato 27 milioni di dollari per il suo lavoro nel 2015, un sessantatreesimo del miliardo e 700 milioni finiti nelle tasche del gestore di hedge fund Kenneth Griffin, secondo i calcoli elaborati dalla rivista specializzata Institutional investor.

I leaderInsieme a James Simons, Griffin è in testa nella classifica Alpha dei 25 gestori di hedge fund più pagati nel 2015, che in tutto hanno guadagnato la cifra record di 12,94 miliardi di dollari. I compensi sono calcolati come la somma della loro quota delle commissioni di gestione più il rendimento dei loro stessi capitali investiti nei propri fondi. Venti dei 25 top manager hanno ottenuto buone performance anche per i clienti, a differenza della media del settore, ma ben cinque hanno perso soldi dei sottoscrittori.

Griffin, 47 anni, aveva iniziato a giocare in Borsa mentre studiava all’università di Harvard. La sua società Citadel gestisce 25 miliardi e ha il quartier generale a Chicago, il cui attuale sindaco, il Democratico Rahm Emanuel (ex capo staff di Barack Obama) è stato eletto anche grazie ai generosi finanziamenti di Griffin. Che invece nella campagna presidenziale in corso ha scelto di appoggiare il candidato Repubblicano Marco Rubio (ora ritirato). La fortuna personale di Griffin è stimata da Forbes in 7,5 miliardi, abbastanza da potersi permettere di spendere 200 milioni per comprare tre piani (1.800 metri quadrati) di un condominio di lusso in costruzione a Manhattan. Nel suo caso, i clienti non possono lamentarsi: i fondi «bandiera» di Citadel, Kensington e Wellington, hanno reso il 14,3% l’anno scorso.

Anche quelli di Renaissance technologies, la società fondata da Simons nel 1982, hanno avuto buone performance nel 2015, attorno al 15-16%, ma un fondo specializzato in future è stato chiuso dopo aver perso quasi il 2%. Simons, 78 anni, è un matematico che nella seconda guerra mondiale aveva fatto il «code breaker» (decifratore dei messaggi segreti dei nemici): è stato uno dei primissimi ad applicare i metodi quantitativi al trading di Borsa. Nel 2010 si è ritirato dall’operatività quotidiana. Quest’anno ha donato 7 milioni a un super comitato pro Hillary Clinton.

DelusioniMeno entusiasti devono essere i clienti di Bridgewater associates, la società di hedge fund più grande al mondo con 150 miliardi in gestione. Il fondo All weather, basato sulla strategia «risk parity» del fondatore Raymond Dalio, l’anno scorso ha perso il 7%. Ad altri fondi della casa e’ andata meglio — Pure Alpha II (+4,7%) e Pure Alpha Major Markets (+10,6%) — ma soprattutto è andata bene a Dalio, 66 anni, che ha guadagnato 1,4 miliardi.

Stesso bottino l’ha incassato David Tepper, 58 anni, uno dei gestori di hedge fund con i migliori risultati di sempre. La sua società Appaloosa management, che ha fondato nel 1993 dopo aver lasciato Goldman Sachs, gestisce 18 miliardi. La sua specialità è comprare a prezzi scontati i titoli di aziende in crisi scommettendo sulla loro ripresa. L’anno scorso il suo fondo Palomino hanno reso l’11%. La sua ricchezza personale é stimata in 11,4 miliardi.

MatematiciPiù brillante ancora, il 12,5%, è stata la performance 2015 di Millennium management, la società di Israel Englander, che gestisce 34 miliardi e non fa pagare commissioni di gestione ai clienti, solo una quota dei rendimenti. Il compenso di Englander, 67 anni, è stato 1,15 miliardi e il suo patrimonio personale è di 5 miliardi. Come quello di David Shaw, lo scienziato informatico fondatore del D.E.Shaw group, famoso per le sofisticate tecniche matematiche con cui investe i 39 miliardi in gestione. Nel 2015 il suo Composite fund ha reso il 14% netto e Shaw, 65 anni, ha incassato 750 milioni.

Sono guidate dagli algoritmi dei computer anche le strategie di Two Sigma investments, la società fondata nel 2001 da John Overdeck, 46 anni, genio della matematica e discepolo di Shaw, e da David Siegel, 55 anni, specialista in intelligenza artificiale. I due gestori hanno guadagnato mezzo miliardo ciascuno, mentre i loro fondi – che in tutto gestiscono 32 miliardi – hanno realizzato performance fra il 13 e il 30%.

Poveri milionari«Solo» 370 milioni è stato il profitto 2015 di Andreas Halvorsen, 55 anni, di origini norvegesi, che nel 1999 ha fondato Viking global investors e gestisce 31 miliardi. E di 300 milioni è il guadagno di Joseph Edelman, 60 anni, che con la sua società Perceptive advisors investe in azioni biotech.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa