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Crisi, fondi ad hoc in bilancio per coprire rischi e oneri

Massima attenzione per i rischi potenziali nei bilanci. La situazione di incertezza economica che ha colpito il mercato negli ultimi anni coniugata al principio di prudenza impone in non pochi casi l’iscrizione di appositi fondi per rischi e/o per oneri nei bilanci in chiusura.

Gli accantonamenti per rischi e oneri sono destinati a coprire perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati l’ammontare o la data di sopravvenienza.

Le passività che possono dare origine ad accantonamenti si distinguono in:

– accantonamenti per passività certe ma di cui è indeterminato l’ammontare o la data di sopravvenienza. Si tratta degli oneri di competenza dell’esercizio per cui l’obbligazione è già stata assunta, perché matura nel tempo o perché si è verificato uno specifico evento o perdita, ma dei quali non è ancora possibile determinare con precisione l’ammontare o la data effettiva di estinzione;

– accantonamenti per passività potenziali. Si tratta di passività conosciute alla data di chiusura dell’esercizio il cui esito risulta però pendente in quanto si manifesteranno in futuro.

L’iscrizione di tali poste deve da un lato considerare che la redazione dei conti annuale deve tenere in debita considerazione il principio di prudenza ma dall’altro non deve mai portare ad attuare «politiche di bilancio», tramite la costituzione di generici fondi rischi privi di giustificazione economica. Come sostenuto dal principio contabile 19 infatti «il rafforzamento patrimoniale-finanziario di un’impresa deve essere realizzato in modo trasparente mediante l’accantonamento di utili a riserve del patrimonio netto e non con stanziamenti ai fondi per rischi e oneri del passivo patrimoniale, creando riserve occulte e deprimendo in tal modo ingiustificatamente i l risultato dell’esercizio».

Ma oltre alla prudenza l’iscrizione dei fondi per rischi e oneri deve anche rispondere al postulato della comprensibilità (chiarezza).

Per tale motivo la loro iscrizione deve avvenire considerando:

– la loro natura: in forza di ciò si distinguono in fondi rischi (passività potenziali); fondi per oneri; fondi per imposte, anche differite, e fondi di quiescenza e simili;

– il grado di certezza dell’esistenza e di determinabilità dell’ammontare: in forza di ciò devono essere distinti tra passività relative a obbligazioni certe e il cui ammontare è solo stimabile (costi, spese e perdite di competenza stimate) e passività potenziali.

Quindi non si possono costituire fondi se:

– la loro funzione è quella di anticipare costi che non sono correlati con l’esercizio in chiusura;

– non hanno natura determinata. Non è possibile la costituzione di fondi generici;

– siano entrambi ignoti l’ammontare del debito e la data di sopravvenienza. È in questo caso possibile dare menzione in nota integrativa ma non si potrà intaccare, tramite un accantonamento, il reddito d’esercizio conseguito.

I fondi per oneri sono sostanzialmente costi, spese e perdite di competenza dell’esercizio ma che avranno manifestazione numeraria negli esercizi successivi. Essendo incerti nell’ammontare devono essere stimati sulla base dell’esperienza e dei prezzi praticati alla data di chiusura dell’esercizio, ovvero con gli aumenti già noti alla data di chiusura se dimostrabili.

Per esempio sono tra questi o fondi di quiescenza e simili quali:

  • i fondi di pensione costituiti in aggiunta al trattamento previdenziale di legge (per esempio, Inps ecc.) per il personale dipendente;
  • i fondi di pensione integrativa derivanti da accordi aziendali, interaziendali o collettivi per il personale dipendente;
  • i fondi di indennità per cessazione di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;
  • i fondi di indennità per cessazione di rapporti di agenzia, rappresentanza ecc;i fondi di indennità suppletiva di clientela.

    Tali fondi sono certi nell’esistenza e indeterminati nell’ammontare, in quanto basati su calcoli matematico-attuariali o condizionati da eventi futuri come il raggiungimento di una determinata anzianità di servizio e la vita utile lavorativa, ma sono stimabili con ragionevolezza.

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