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Crisi d’impresa, alert rinviati

Rinviati di sei mesi, per tutte le imprese del territorio nazionale e di qualunque dimensione, gli effetti dei nuovi sistemi di allerta perché le segnalazioni agli Organismi di composizione della crisi d’impresa (Ocri), che dovranno essere istituti entro il 15 agosto prossimo presso ciascuna camera di commercio, si dovranno fare a decorrere dal 15 febbraio 2021. Non è ancora entrato in vigore il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (decreto legislativo 14/2019, Ccii) che già l’emergenza coronavirus porta a uno slittamento di una delle disposizioni più discusse (si veda ItaliaOggi Sette del 2 marzo). La novità è prevista dall’art. 22 del decreto legge recante misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori, imprese e turismo a causa dell’emergenza epidemiologica, approvato dal Governo nella notte tra venerdì e sabato scorso, che va a introdurre un ulteriore periodo al secondo comma dell’art. 389 del Ccii, in base al quale «le disposizioni di cui agli articoli 14 e 15, relative all’obbligo di segnalazione, si applicano a decorrere dal 15 febbraio 2021». Si tratta delle denunce cui saranno obbligati i sindaci e revisori (segnalazioni interne) in caso di imprese che presentano situazioni di squilibrio economico, patrimoniale e finanziario o di rischio di continuità aziendale, dettate dalla presenza di indicatori e indici (art. 13 Ccii) non coerenti e corretti, così come definiti anche dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Quanto alle denunce esterne (art. 15) si tratta, invece, delle segnalazioni obbligatorie che creditori pubblici, quali agenzia delle entrate, Inps e agente della riscossione, dovranno eseguire per le imprese che abbiano superato determinate soglie di debiti scaduti per Iva, contributi e imposte iscritte a ruolo, secondo i limiti fissati proprio dall’art. 15 Ccii.

La particolarità della scelta del Governo è che, questa volta, è stato differito un termine che non è ancora entrato in vigore e che già con il decreto correttivo al Ccii approvato il 13 febbraio scorso dal Consiglio dei ministri veniva ipotizzato di rinviare al 15 febbraio 2021 ma solo per le piccolissime società che non avevano superato i parametri dell’art. 2477 c.c. negli ultimi due anni.

L’esecutivo, così, prende atto dell’allarme dato da Confindustria che ha chiesto più volte di rinviare la pericolosa deriva che i nuovi sistemi di allerta della crisi d’impresa avrebbe potuto comportare specialmente per le Pmi. Il Governo, con la decisione assunta, sembra avvedersi che il contagio economico può essere superato purché i pazienti non vengano portati troppo presto al pronto soccorso delle imprese (i futuri Ocri) dove la cura potrebbe essere peggiore della patologia, dato che non si sa ancora come potranno operare gli esperti chiamati dalle camere di commercio, associazioni di categoria e tribunali delle imprese per giudicare la situazione aziendale. Il decreto, inoltre, prevede la sospensione dei termini sino al 31 marzo prossimo per le procedure esecutive e le procedure concorsuali che interessano i soggetti residenti o operanti nei comuni della zona rossa.

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