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Crisi d’impresa al primo test per sindaci e revisori

Per sindaci e revisori è già tempo di verificare l’adozione degli idonei assetti organizzativi adeguati alle esigenze del nuovo codice della crisi. Tale obbligo è sancito espressamente dall’articolo 14 del dlgs. n. 14/2019 e impone agli organi di controllo societari, al revisore contabile e alla società di revisione, di verificare che l’organo amministrativo della società si sia dotato di strumenti che gli permettano, costantemente, di effettuare tutta una serie di valutazioni di tipo organizzativo e gestionale tali da prevenire possibili segnali di crisi.

L’imprenditore collettivo, recita infatti il secondo comma dell’articolo 3 della disposizione sopra richiamata, deve adottare un assetto organizzativo che gli consenta una tempestiva rilevazione dello stato di crisi e la conseguente assunzione di idonee iniziative (articolo 2086 codice civile).

L’obbligo di verifica da parte degli organi di controllo, così come le nuove disposizioni che prevedono l’adozione dei suddetti modelli organizzativi societari, è in vigore già dal 15 marzo scorso e pertanto, anche se non sono ancora attuabili le procedure e le misure di allerta previste dal nuovo codice della crisi, per sindaci e revisori è già arrivato il momento di dedicare tempo e risorse alla verifica degli assetti organizzativi societari.

Oggetto delle specifiche attività di verifica dovranno essere, alla luce delle indicazioni contenute nel suddetto articolo 14 del nuovo codice della crisi, le valutazioni e le conseguenti idonee iniziative che l’organo amministrativo ha adottato in ordine a tre fondamentali aspetti: l’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’impresa; la sussistenza dell’equilibrio economico e finanziario e il prevedibile andamento della gestione.

In linea generale un assetto organizzativo adeguato in grado di rispondere alle esigenze sopra descritte dovrebbe essere basato sulla predisposizione di bilanci intermedi, con cadenza trimestrale o mensile, allo scopo di verificare i risultati economici e finanziari dell’impresa alla luce degli indicatori di allerta previsti dal nuovo codici della crisi e dell’insolvenza.

Alle suddette situazioni intermedie dovrebbero affiancarsi costanti verifiche in ordine ai principali indicatori della marginalità e della redditività aziendale, i cui risultati dovrebbero essere comparati con quelli misurati su adeguate serie storiche.

Anche apposite valutazioni sulle previsioni dei flussi di cassa aziendali non potrebbero non formare parte integrante e sostanziale del suddetto sistema organizzativo di monitoraggio. Al pari delle previsioni della liquidità in entrata e in uscita saranno necessarie anche apposite previsioni economico-finanziarie, in grado di testare e monitorare con assiduità la continuità dell’impresa nel tempo.

Alla verifica in ordine all’attuazione del suddetto set di strumenti organizzativi e gestionali necessari al rispetto dei nuovi obblighi imposti dal codice della crisi, il collegio sindacale, e in parte anche il revisore contabile e/o la società di revisione, dovranno dedicare un’apposita attività di presa d’atto e valutazione iniziale alla quale seguiranno poi, in modo particolare per i sindaci, obblighi di monitoraggio costanti nel tempo.

La suddetta verifica dovrà essere svolta in contraddittorio con la direzione aziendale e si baserà, oltre che sulla presa visione degli strumenti adottati e utilizzati dall’impresa, anche su una serie di richieste di informazioni alle quali seguirà apposita verbalizzazione delle risposte ottenute.

Qualora l’assetto organizzativo gestionale utilizzato dall’impresa non sia ritenuto adeguato al raggiungimento degli nuovi obiettivi ai quali è destinato, gli organi di controllo dovranno richiedere alla direzione aziendale le opportune modifiche o implementazioni ritenute necessarie e/o opportune.

Astenersi da tali attività di controllo o non sollecitare e chiedere gli opportuni adeguamenti dei modelli organizzativi e gestionali adottati dalla società, può evidentemente costituire, con le opportune e adeguate sfumature derivanti dalla specifica funzione ricoperta dall’organo di controllo, una tipica ipotesi di responsabilità in vigilando nelle situazioni di crisi che potrebbero in futuro svilupparsi.

Fari puntati dunque, fin da ora, alla verifica degli assetti organizzativi e gestionali adottati dalla società con lo sguardo rivolto alle nuove esigenze poste dal codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza.

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