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Crisi di liquidità, c’è l’antidoto

di Roberto Lenzi

Finanziamenti per aumenti di capitale, tassi invariati rispetto al passato anche per le aziende in difficoltà, allungamento dei finanziamenti in essere e possibilità di usufruire della moratoria anche da parte delle imprese che non lo hanno ancora fatto. Anche il Fondo di garanzia per le pmi, il Fondo Ismea e la Cassa depositi e prestiti (Cdp) sono accorsi in aiuto delle imprese. Se l'operazione di finanziamento originale è assistita da garanzia le stesse devono essere confermate nell'allungamento altrimenti l'operazione non può essere accettata dalla banca. Questo è quanto emerge dalla lettura dell'Accordo per il credito delle piccole e medie imprese del 16 febbraio firmato dal ministero dell'economia e delle finanze, dall'Associazione bancaria italiana, nonché dalla principali associazioni di categoria, con il quale sono state stabilite le modalità per richiedere l'allungamento del piano di rientro dei finanziamenti a medio-lungo termine, precedentemente oggetto di sospensione in base alla cosiddetta «moratoria dei debiti», la quale ha consentito di sospendere debiti a circa 190 mila imprese, per un equivalente di 56 miliardi di euro. Attualmente le banche sono state invitate ad aderire all'Accordo presentando all'Abi un apposito modulo. L'Abi ha comunque precisato con propria circolare del 23 febbraio, che le aziende possono presentare richiesta di allungamento del piano di rientro, anche se l'adesione della banca non è stata ancora formalizzata. È interessante mettere in luce quali sono i vantaggi per le imprese che richiedono l'allungamento della durata di un finanziamento che gode della copertura di garanzie. In particolare sono due gli aspetti di particolare interesse: il primo riguarda le imprese con notevoli problemi di liquidità, il secondo riguarda tutte le imprese. Vediamo in dettaglio in cosa consistono questi vantaggi.

1) Mantenimento del tasso contrattuale anche se l'impresa ha rilevanti problemi di liquidità. L'Accordo prevede che in caso di imprese, che alla data della richiesta di allungamento versano in gravi problemi di liquidità, il tasso di interesse al quale verrà realizzata l'operazione di allungamento, resti invariato rispetto al finanziamento già in essere, a condizione però che l'operazione in questione usufruisca della copertura del Fondo di garanzia per le pmi o del Fondo Ismea, oppure dell'intervento della Cassa Depositi e Prestiti- Cdp.

Fondo di garanzia per le pmi

Al fine di consentire che le operazioni di allungamento dei finanziamenti a medio-lungo termine, previa valutazione della banca sull'allungamento, possano fruire, per il periodo di ammortamento aggiuntivo, della copertura del Fondo di garanzia per le pmi, le parti firmatarie dell'accordo si sono impegnate a proporre al Comitato di gestione del Fondo soluzioni operative che tengano conto delle finalità complessive dell'accordo, in coerenza con il principio di salvaguardia delle risorse del Fondo stesso. Tali soluzioni operative avranno la validità temporanea legata all'operatività dell'accordo. Le parti firmatarie inoltre si sono impegnate a proporre al Comitato di gestione del Fondo di garanzia per le pmi che, nell'ambito delle attività svolte dall'Osservatorio responsabile del monitoraggio mensile dell'operatività dello strumento, venga effettuata un'analisi costante della copertura fornita dal Fondo alle operazioni di allungamento e dell'impatto sulle disponibilità finanziarie del Fondo, al fine di promuovere le modifiche operative necessarie per la salvaguardia delle risorse del Fondo stesso.

Fondo di garanzia Ismea

Previa valutazione della banca sull'allungamento, le operazioni possono fruire, nel periodo di ammortamento aggiuntivo, della copertura del Fondo Ismea. Come nel caso del Fondo di garanzia delle pmi le parti firmatarie dell'Accordo hanno preso l'impegno di proporre ai responsabili della gestione di tale Fondo possibili soluzioni operative che tengano conto delle finalità complessive del presente accordo. Tali soluzioni operative avranno validità temporanea legata all'operatività dell'Accordo.

Cassa Depositi e Prestiti

Relativamente all'intervento della Cassa depositi e prestiti si precisa che le parti firmatarie dell'Accordo si sono impegnate a individuare insieme alla Cdp opportuni strumenti per mettere a disposizione delle banche, che ne fanno richiesta, parte delle risorse della Cdp, al fine di alleggerire i costi di provvista a carico delle banche che effettuano le operazioni di allungamento dei finanziamenti.

2) Diniego della richiesta di allungamento: la banca deve motivarla adeguatamente se l'operazione è assistita da garanzie pubbliche o private. Qualora, anche limitatamente al periodo di ammortamento aggiuntivo, possano essere acquisite nuove garanzie pubbliche o private (comprese anche le garanzie dei confidi, in possesso dei requisiti di idoneità previsti dalle disposizioni di vigilanza prudenziale della Banca d'Italia), l'eventuale diniego della banca a realizzare l'operazione nei confronti di un'impresa in bonis, che non presenta ritardi di pagamento, dovrà essere adeguatamente motivato e quindi le banche potranno rifiutare la proposta di allungamento del piano di rientro del finanziamento solo in caso di imprese che versano in gravissime condizioni finanziarie.

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