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Crisi con bancarotta a più corsie

Alle fattispecie di carattere fraudolento si affiancano quelle semplici
Alla crisi di impresa e all’eventuale successivo fallimento segue spesso la responsabilità dell’imprenditore o del management dell’azienda fallita per i reati di bancarotta. Si tratta di varie fattispecie, particolarmente gravi, spesso accompagnate da misure cautelari sia reali (quali il sequestro di beni degli interessati), sia personali (custodia cautelare)
La bancarotta può essere fraudolenta o semplice (si veda l’articolo a destra della pagina). La prima, decisamente più grave della seconda, viene in genere distinta in patrimoniale, documentale e preferenziale
Bancarotta fraudolenta patrimoniale
Si verifica allorchè l’imprenditore fallito abbia distratto, occultato, dissimulato, distrutto o dissipato, in tutto o in parte, i propri beni ovvero, allo scopo di recare pregiudizio ai creditori, abbia esposto o riconosciuto passività inesistenti. È punita con la pena della reclusione da tre a dieci anni.
L’oggetto materiale del reato è costituito dai beni dell’imprenditore fallito o dal patrimonio, inteso come il complesso dei rapporti giuridici economicamente valutabili facenti capo al fallito.
In queste ipotesi, quindi, attraverso le più svariate condotte vengono sottratte risorse o disponibilità all’attivo fallimentare, con la conseguenza che i creditori sono danneggiati in quanto avranno una massa di importo inferiore su cui soddisfare i propri crediti
Oltre all’imprenditore possono essere soggetti attivi di questo illecito, come delle altre condotte di bancarotta, gli amministratori, i direttori generali, i sindaci e i liquidatori di società dichiarate fallite.
Nei confronti di questi, peraltro, può verificarsi anche la bancarotta fraudolenta patrimoniale cosiddetta impropria, allorché questi abbiano cagionato, o concorso a cagionare, il dissesto della società, commettendo alcuno dei reati previsti dal Codice civile (false comunicazioni sociali eccetera).
O quando sia stato cagionato con dolo, o per effetto di operazioni dolose, il fallimento della società.
Bancarotta fraudolenta documentale
Questa fattispecie riguarda invece chi abbia sottratto, distrutto o falsificato, in tutto o in parte, con lo scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizio ai creditori, i libri o le altre scritture contabili o li abbia tenuti in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari. Rientrano nell’oggetto materiale sia le scritture contabili obbligatorie, sia le scritture contabili facoltative che siano idonee alla ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari.
La bancarotta documentale consiste quindi nella materiale sottrazione all’organo fallimentare dei libri e delle altre scritture contabili (non necessariamente distrutte) o nella creazione di un falso documento o ancora nella sostituzione di un documento originario con uno artefatto. Può trattarsi pertanto di falsità materiale o di falsità ideologica.
Secondo la giurisprudenza consolidata sussiste il reato qualora risulti provata la tenuta altamente irregolare dei libri contabili, l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, il frequente ricorso a storni e giroconti che rendano difficoltosa la ricostruzione del patrimonio e dei movimenti bancari della società.
In considerazione della specifica condotta che caratterizza questo delitto – relativa, in buona sostanza, alla esistenza ed alla veridicità delle scritture societarie, di esso spesso sono chiamati a rispondere, a titolo di concorso gli organi di controllo dell’impresa, tenuti alla vigilanza dei registri societari.
Bancarotta preferenziale
È punita con la reclusione da uno a cinque anni e riguarda il fallito che, prima o durante la procedura fallimentare, allo scopo di favorire un creditore, a danno degli altri, esegue pagamenti o simula titoli di prelazione.
Questa bancarotta si caratterizza rispetto alle altre per il fatto che l’oggetto giuridico è rappresentato dall’interesse dei creditori alla distribuzione del patrimonio secondo le regole della par condicio.
La condotta può consistere sia in un pagamento, sia nella simulazione di titoli di prelazione.
La simulazione deve essere idonea a produrre effetti giuridici, con la conseguenza che non potrà configurarsi come tale una semplice dichiarazione del fallito senza la predisposizione di un titolo ideologicamente falso.

Antonio Iorio

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