Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Criptovalute a Wall Street: Coinbase sotto i 100 miliardi $

A brindare ieri è stato senz’altro Brian Armstrong, il Ceo e co-founder di Coinbase che con una quotazione poco sotto i cento miliardi di dollari si è ritrovato tra i primi cento miliardari globali con il suo 21,7% e un patrimonio attorno ai 21 miliardi di dollari. Ma anche i suoi 1.700 dipendenti ai quali ieri Armstrong ha intestato un pacchetto da cento azioni che si sono ritrovati un regalo inatteso da circa 36mila dollari.

L’ingresso ufficiale delle criptovalute a Wall Street ha però deluso in parte le attese. Il prezzo di riferimento era stato fissato a 250 dollari ma la prima quotazione è stato indicata a 381 con un balzo iniziale fino a quota 413, in netto rialzo rispetto ai 340 della vigilia. Perché i titoli erano già scambiati sui mercati privati: Coinbase, regina di un mondo che ha fatto della disintermediazione il suo mantra, ha scelto la strada originale del direct listing, senza quindi collocamento delle azioni sul mercato. Tagliando così fuori le grandi banche d’affari di Wall Street. In serata però il prezzo è calato attorno a 350, non molto lontano dalla vigilia. A 381 dollari la capitalizzazione è pari a 75,9 miliardi di dollari, che sale a 99,95 a livello diluito, comprendendo anche stock option e azioni riservate. A 350 cala a 92 miliardi.

Solo sei mesi fa, a settembre, la piattaforma aveva un valore pari a sei miliardi di dollari, con una crescita che supera anche quella di bitcoin. La criptovaluta più famosa ha sfruttato l’entusiasmo che circonda il debutto di Coinbase al listino raggiungendo i nuovi massimi, ma seguendone anche l’andamento: nel corso della giornata ha toccato il record a 64.800 dollari, per poi tornare sui livelli della vigilia, poco sotto i 63mila. Per fare un raffronto lo scorso settembre il bitcoin oscillava attorno a quota 10mila.

Al di là delle cifre il debutto di Coinbase nel salotto buono della finanza globale ha un valore altamente simbolico per l’intero settore delle criptovalute rappresentando un nuovo importante passo del progressivo riconoscimento di un mondo che fino a pochi anni fa era visto solo come fonte di truffe e di speculazioni, quando non di riciclaggio di denaro sporco e di attività criminali. Oggi non solo Tesla e Microstrategy, ma anche colossi finanziari come PayPal e Square, tutte le grandi banche di Wall Street e colossi dell’asset management come Fidelity e Blackrock si sono avvicinati al criptomondo sotto la spinta di una crescente domanda retail per quella che si è ormai affermata come una vera e propria asset class. Da ieri il titolo Coinbase permette di investire in una scocietà direttamente legata alle critpovalute, con tutti i rischi conseguenti. In attesa che le authority Usa sblocchino il lancio del primo Etf statunitense su bitcoin.

La quotazione è stata comunque l’occasione per rispolverare le vecchie polemiche sulle criptovalute. «Siamo molto eccitati e felici di giocare secondo le regole. Chiediamo solo di essere trattati come tutti gli altri servizi finanziari tradizionali e non essere puniti perché siamo nello spazio crypto», ha affermato Armstrong in un’intervista alla Cnbc poche ore prima del debutto, sottolineando però che la regolamentazione è una delle più grosse minacce per il business delle criptovalute: «Specialmente ora saremo sempre più sotto esame per quello che facciamo. Siamo felici di impegnarci, come abbiamo fatto da quando abbiamo creato la società con i parlamentari a Washington, e con le autorità di tutto il mondo, perché ovviamente Coinbase è ora in molti Paesi diversi, su come possiamo costruire questa industria».

Gli ha fatto eco il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ammonendo che le criptovalute «non sono attivamente usate come strumento di pagamento» e sono «strumenti speculativi, come l’oro».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa