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Criptovalute, i paletti europei: «Nessun divieto, sì alle regole»

In un contesto economico incerto, la Commissione europea ha deciso di regolamentare le monete digitali, come Libra, la cripto-valuta creata da Facebook. L’obiettivo è di regolamentare, non di vietare, ha voluto sottolineare il vicepresidente dell’esecutivo comunitario Valdis Dombrovskis. L’iniziativa giunge mentre Bruxelles sta cercando altresì di armonizzare le regole della finanza digitale che anche per via dell’epidemia influenzale sta crescendo come non mai.

«Le nuove norme sulle cripto-valute – ha spiegato la Commissione ieri qui a Bruxelles – consentiranno agli operatori autorizzati in un dato Paese membro di fornire i propri servizi in tutta l’Unione (il cosiddetto passporting, ndr). Le misure di salvaguardia comprendono i requisiti patrimoniali, la custodia dei beni, una procedura obbligatoria per i reclami a disposizione degli investitori e i diritti dell’investitore nei confronti dell’emittente».

Parlando a un gruppo di giornali tra cui Il Sole/24 Ore, il vicepresidente Dombrovskis ha insistito nel dire che «la proposta è equilibrata, vogliamo regolare, ma permettendo all’innovazione di agire». Ha poi aggiunto: «Non vogliamo proibire Libra o altre cripto-valute, ma vogliamo assicurarci che vengano utilizzate in un ambito regolato». Facebook ha annunciato nel 2019 di voler creare una propria moneta digitale, chiamata Libra, totalmente sganciata da una banca centrale.

Sempre l’esecutivo comunitario ha aggiunto che gli emittenti di cripto-valute particolarmente significative e garantite da attività (le cosiddette global stablecoins) saranno soggette a requisiti più rigorosi (per esempio in termini di capitale, diritti degli investitori e anche supervisione). Nel contempo, la Commissione propone un regime pilota per le infrastrutture di mercato che desiderano negoziare e regolare transazioni con cripto-valute.

Il nuovo regime pilota prevede un ambiente controllato – «che consente deroghe temporanee alle norme esistenti in modo che le autorità di regolamentazione possano acquisire esperienza sull’uso della tecnologia, garantendo al contempo che possano affrontare i rischi per protezione degli investitori, integrità del mercato e stabilità finanziaria». L’intenzione è di consentire alle aziende di testare e saperne di più su come si comportano nella pratica le regole esistenti.

Nell’ambito di una crescente trasformazione digitale del mondo finanziario, la Commissione europea ha anche presentato ieri una proposta legislativa che promuova l’operatività sicura sul fronte digitale in tutta Europa. «Particolare attenzione è stata prestata al principio ‘stessa attività, stesso rischio, stesse regole’ per garantire la protezione dei consumatori e assicurare parità di condizioni tra le istituzioni finanziarie esistenti e i nuovi operatori del mercato».

Incontrando alcuni quotidiani, il vicepresidente Dombrovskis ha notato come i pagamenti bancari istantanei, proposti da una ventina di banche europee, sono ancora limitati tra paesi. «Vogliamo capire il perché e verificare se è necessario un intervento legislativo». La Commissione europea vuole anche capire se è possibile introdurre garanzie contro le frodi, tenuto conto che soluzioni di questo tipo potrebbero aumentare i costi (come per i pagamenti per carta di credito).

Nel frattempo, come detto, l’esecutivo comunitario vuole anche continuare il lavoro in vista della creazione di una unione dei mercati di capitale. Bruxelles intende creare un unico punto d’accesso in Europa per ottenere dati societari, accelerare sull’armonizzazione del diritto fallimentare, promuovere gli investimenti di banche e assicurazioni nelle aziende europee. Le proposte presentate dalla Commissione andranno ora negoziate e approvate dal Consiglio e dal Parlamento.

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