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Creval raddoppia i profitti

Profitti più che raddoppiati per il Creval, che nel 2020 ha realizzato un utile netto di 113,2 milioni di euro rispetto ai 56,2 mln dell’anno precedente. Il cda ha proposto un dividendo unitario di 0,23 euro ad azione per un importo complessivo di 16,13 milioni.

«Il 2020 ha segnato un cambio di passo per il Creval, chiaramente visibile in tutti i principali indicatori economico-finanziari», ha sottolineato l’a.d. Luigi Lovaglio. «Siamo una banca trasformata, tra le più solide in Europa, con una qualità del credito significativamente migliorata e un core business in crescita. Una banca resiliente e orientata a una redditività sostenibile, che opera con processi agili e snelli e una struttura organizzativa efficiente anche dal punto di vista dei costi, in ulteriore riduzione del 4,5% nell’ultimo trimestre dello scorso anno. In anticipo rispetto alla tempistica prevista a piano, e in un contesto altamente sfidante dati gli impatti di una pandemia di portata globale, il Creval si presenta con un solido patrimonio, con un Cet 1 al 19,6%, e una forte liquidità, oltre a un profilo di rischio ben ribilanciato, con un Npe ratio lordo ridotto al 5,8%. Siamo tornati finalmente al dividendo e la nostra eccezionale posizione di capitale potrà orientarci in futuro anche verso una più ampia remunerazione dei nostri azionisti».

La raccolta diretta è ammontata a 17,9 miliardi, in calo dai 19 mld precedenti, e i crediti netti verso clientela sono saliti del 3,5% a 15 miliardi. I crediti deteriorati lordi sono diminuiti del 38% a 956 milioni e la copertura si è attestata al 48,3% rispetto al 52,3% del 2019. La raccolta indiretta è migliorata dello 0,7% a 10,4 miliardi. Il margine di interesse è sceso da 347,5 a 340,2 milioni e le commissioni nette da 249,1 a 230,4 milioni.

Intanto il cda si è riservato di effettuare ogni valutazione sull’opa del Crédit Agricole. Il board «tiene a ribadire che continuerà a operare con l’obiettivo di creare valore per tutti gli azionisti, non trascurando alcuna opzione strategica e valorizzando i risultati raggiunti dalla banca, riservandosi di effettuare ogni valutazione sull’opa a seguito della pubblicazione del documento di offerta, in conformità con la normativa applicabile»

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