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CreVal prende tempo sullo stop al rinnovo chiesto dall’Agricole

Prosegue senza esclusione di colpi lo scontro per il controllo del Creval. Ieri il Cda dell’istituto valtellinese ha fatto sapere di essere pronto a esaminare la richiesta di rinvio dell’elezione del nuovo Cda presentata dall’azionista Credit Agricole Italia a una data successiva alla conclusione dell’offerta pubblica di acquisto lanciata dallo stesso istituto francese. Quest’ultima operazione terminerebbe infatti il prossimo 21 aprile, due giorni dopo l’appuntamento per il rinnovo degli organi sociali Creval.

«La richiesta sarà oggetto di esame da parte del consiglio di amministrazione unitamente a eventuali ulteriori proposte individuali di deliberazione che dovessero pervenire entro i termini previsti nell’avviso di convocazione dell’assemblea», si legge in una nota dai toni soltanto apparentemente distensivi. Pur acconsentendo alla richiesta avanzata dall’Agricole, i vertici Creval restano infatti del parere che il prezzo Opa non sia congruo. Affermazioni queste alle quali la Banque Verte ha già replicato ricordando che «gli intervalli di valutazione inclusi nel comunicato Creval sono significativamente ampi e mancano di illustrare con chiarezza le assunzioni sottostanti, risultando pertanto potenzialmente fuorvianti».

Ieri intanto Creval ha incassato una notizia positiva. La Banca d’Italia, al termine del processo Srep 2020, ha confermato i requisiti patrimoniali minimi stabiliti lo scorso anno per il gruppo valtellinese. Nel dettaglio, Il Cet1 dovrà essere superiore all’8,55%, il Tier1 al 10,05% e il Total capital ratio al 12,05 per cento. Al 31 dicembre 2020 i coefficienti patrimoniali su base consolidata «sono ampiamente superiori e presentano un buffer di capitale tra i più elevati, confermando l’eccellente solidità raggiunta dalla banca», ha sottolineato in una nota il gruppo Creval, ricordando che il Cet1 è al 19,6%, così come il Tier1, mentre il Total capital ratio è al 21,8%.

Tra gli altri elementi emersi in questo inizio di Opa, anche le remunerazioni 2020 degli organi di vertice contenute nella relazione predisposta per l’assemblea: in particolare, spiccano i 3 milioni assegnati all’ad Luigi Lovaglio, il 70% in più del 2019 in forza del fatto che nel 2019 li soci avevano approvato l’innalzamento della remunerazione variabile massima da 1:1 a 2:1 rispetto alla remunerazione fissa. Proseguono nel frattempo anche le manovre all’interno dell’azionariato. Secondo quanto si apprende dagli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti, lo scorso 24 marzo Dws Investment è infatti scesa al 4,864% del capitale Creval dal precedente 6,487% (datato al 22 marzo). Samson Rock deteneva invece al 29 marzo una quota diretta del 5,056%, suddivisa nel 4,811% classificato come «diritti di voto riferibili ad azioni» e un’altra quota dello 0,245% costituita da altre posizioni lunghe.

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