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«Creval più appetibile con la Spa»

Il presidente Fiordi: sì al dialogo con Pop. Sondrio e Bper, nel 2017 possibili novità
Prima la trasformazione da banca popolare a Spa, da fare nella maniera più market-friendly possibile. Poi il consolidamento: con Popolare di Sondrio, se i dialoghi saranno proficui. Oppure con altri soggetti, il mercato dice Bper in primis, viste le potenziali sinergie realizzabili. Miro Fiordi, presidente del Credito Valtellinese, traccia la road map della banca. Lo fa alla vigilia dell’assemblea degli azionisti, che domani raccoglierà oltre 5mila soci a Morbegno, in provincia di Sondrio. Al Sole 24Ore il presidente spiega qual è la strategia della banca in una fase complicata per il settore, tra le sfide degli Npl e della redditività.
Creval è alla svolta e si trasforma in Spa. Siete pronti per questo salto?
Siamo assolutamente preparati a questo cambiamento. Ci arriviamo dopo un periodo di studio ma anche con la consapevolezza di avere un rapporto consolidato con il mercato, visto che siamo quotati dal 1994. Certo, tra i soci c’è qualche interrogativo sul futuro, perchè dopo 108 anni di vita cooperativa non potrebbe essere diversamente. Ma vogliamo che questa sia un’opportunità di crescita.
Nello statuto avete scelto di togliere il tetto del 5% al possesso azionario da subito. Perché?
Siamo partiti da una constatazione: Creval è una public company. Abbiamo 120mila azionisti con piccoli possessi azionari, mentre più di un terzo del capitale è detenuto da fondi di investimento. Di fronte a questo scenario, abbiamo voluto giocare in contropiede e far diventare questa condizione da una potenziale debolezza a un’opportunità.
Ovvero?
L’idea di fondo è aprirci il più possibile al mercato e risultare appetibili agli occhi degli investitori. Da qui la scelta di togliere dalla proposta di statuto il tetto al 5% come limite all’esercizio al diritto di voto, che era concessa dalla legge ma solo fino a primavera. Togliere da subito questa clausola dà un messaggio chiaro di apertura al mercato.
Quali sono le altre novità dello statuto della futura spa?
Abbiamo previsto che nel futuro Cda, tre dei 15 membri siano appannaggio della seconda lista, che ragionevolmente sarà quella presentata dai fondi. Inoltre abbiamo introdotto la norma secondo cui il consiglio uscente può presentare una lista all’insegna della continuità, senza quorum, dove 7 nomi su 12 dovranno essere indipendenti. Sommati ai3 componenti dei fondi, nel Cda avremo 10 membri su 15 indipendenti. È un’apertura fortissima al mercato.
Il passaggio alla Spa senza il tetto al 5% può essere un salto nel buio. Non temete un possibile takeover da parte del mercato?
Io dico questo: siamo una società quotata e, al pari delle altre aziende quotate, non si può escludere di essere oggetto di una scalata, almeno in teoria. Però un piano di azioni credibile e immediato di fronte alle sfide che stiamo affrontando può aiutare. Agire su nodi come redditività, non performing loans e digitale servirà a migliorare l’efficienza e la capacità reddituale della banca.
Creval è in attesa della validazione dei modelli di rating interni, che secondo alcune stime possono valere anche oltre i 100 punti base in termini di Cet 1 ratio. A che punto è l’iter autorizzativo con Bankitalia?
Siamo pronti. La palla è nelle mani della Vigilanza. Per noi è tema importante anche in chiave di fase di consolidamento, arrivarci con modelli validati accresce il valore della banca e migliora ulteriormente i ratio.
Tornando al capitale, state lavorando alla costruzione di un nocciolo duro di azionisti?
È un tema possibile, ma non possiamo non considerare il fatto che siamo una public company. C’è un nucleo di azionisti più grandi ma questo potrebbe diventare un argomento interessante in prospettiva, anche in ottica di aggregazione.
A proposito: il mercato punta su di voi e una vostra fusione, come dimostra il +35% in Borsa nell’ultimo mese. Popolare Sondrio e Bper sono due possibili partner. A che punto è il dialogo?
È naturale che si guardi a noi come attori di una prossima mossa, dopo che Bpm e Banco, che sono stati bravissimi, hanno realizzato una bella fusione. Al momento non esiste nessun tavolo con nessuno. Dico una cosa però: sarebbe opportuno studiare per bene le operazioni. Servirebbe aprire un dialogo con Sondrio, fare uno studio per capire se le due banche valtellinesi messe insieme possano creare valore significativo. Avere due banche tra le prime 15 italiane, che hanno sede in una città di 24mila abitanti è un unicuum. Vanno verificati i vantaggi e quali.
E se questo non dovesse essere possibile parlerete con Bper?
Altri approfondimenti seguirebbero abbastanza naturalmente anche perchè con Modena c’è reciproca stima.Una combinazione tra queste tre banche sembrerebbe quasi naturale.
E quando?
Speriamo di vedere qualche novità all’inizio del 2017, dopo le rispettive assemblee.

Luca Davi

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