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Creval, l’Opa Agricole al traguardo Per i francesi due target: 66% e 90%

L’Opa del Crédit Agricole arriva al traguardo. Oggi è infatti l’ultimo giorno utile per aderire all’offerta di acquisto lanciata dalla banca francese, che mette sul tavolo 12,5 euro cash per ogni azione Creval. Il quadro definitivo delle adesioni si farà alla chiusura. Ma la sensazione diffusa sul mercato è che per l’Agricole sia a portata di mano l’agognata asticella del 66,7%, quota che permetterebbe ai transalpini di avere il pieno controllo dell’assemblea straordinaria. Ieri il totalizzatore delle adesioni è salito al 48,19%, del capitale (contro il 37,96% del giorno precedente), a un soffio dal 50% più un’azione che segnerebbe il successo dell’Opa. Virtualmente in verità la Banque Verte è già al 51,7%, e quindi oltre l’asticella del 50%: ciò è frutto di quanto già raccolto nei giorni scorsi e degli impegni ad aderire già resi noti da una serie di investitori che valgono circa il 27,2% – tra cui Dumont, che ieri ha avuto parole di apprezzamento sia per l’offerta dell’Agricole che per il ceo del Creval Luigi Lovaglio – e della quota acquistata ai blocchi (2,45%). La soglia del 50% è di rilievo peraltro perchè fa scattare le adesioni dei fondi passivi, ovvero gli Etf. Ieri ancora non era chiaro quali tra gli investitori che avevano già dichiarato di voler aderire avessero consegnato effettivamente le azioni (solo le banche depositarie ne sono a conoscenza) quindi non è escluso che in verità l’Agricole, tra adesioni “annunciate” e non, possa essere già da ieri anche ben oltre il 51,7%.

Certo è che i giochi veri si faranno oggi, perchè tradizionalmente gli hedge fund rimangono alla finestra fino all’ultimo giorno prima di consegnare le azioni. Esclusi da parte dell’Agricole ritocchi dell’ultimo minuto mentre gli investitori nelle loro valutazioni finali considereranno che la banca non potrà acquistare nessun azione a un prezzo superiore all’Opa per 6 mesi.

Solo a fine seduta si capirà se la banca francese sarà riuscita a sfondare e in quale misura le due soglie di rilievo. Quella minima è rappresentata dal 66,7%, asticella molto al di sotto della quale la banca potrebbe anche mollare il colpo. Sopra di essa, l’Agricole non potrebbe più rinunciare all’Opa e incorporerebbe il Creval nell’arco di 12 mesi. L’obiettivo vero, tuttavia, è costituito dal 90 e poi 95%. Solo oltre questa soglia scatterebbe il delisting del Creval senza intoppi. In particolare, superando il 90%, l’Agricole avrebbe poi l’obbligo di ritirare allo stesso prezzo dell’Opa tutti i titoli Creval eventualmente consegnati dai ritardatari (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Oltre il 95% il delisting sarebbe automatico.

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