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Creval, il fondo Petrus dice no all’Offerta del Crédit Agricole

Petrus Advisers intende non aderire all’offerta pubblica d’acquisto lanciata dal Crédit Agricole Italia sul Creval. Il fondo attivista con base a Londra, che al 12 febbraio possedeva una quota del 3,015% della banca valtellinese, si dice «non interessato» all’offerta lanciata dalla banca d’Oltralpe, giudicandola «non adeguata». I 10,50 euro per azione cash proposti dall’Agricole non sono sufficienti per il fondo anglosassone, che ritiene che il fair value del Valtellinese sia pari a circa 13,2-17 euro per azione su base stand alone in un’ottica di medio termine e in circa 15,3-21,1 euro per azione il fair value in ottica M&A.

La presa di posizione del fondo anglosassone era di fatto attesa, anche perché in linea con quanto già affermato a novembre. In quell’occasione, primo tra gli azionisti della banca ad uscire allo scoperto dopo l’Opa dei francesi, Petrus aveva inviato una lettera ai vertici del Creval definendo «inadeguata» la proposta sul tavolo. Nella missiva, il fondo si congratulava con il management per gli «sforzi di ristrutturazione e per il rilancio del prezzo dell’azione» e incoraggiava i vertici a «cercare una corretta valutazione per la banca in caso di vendita». In quella fase, Petrus affermava che CreVal avesse un valore stand alone superiore ai 14 euro per azione. Dichiarazioni, quelle del fondo, che ieri hanno aiutato il titolo della banca a tenersi attorno a quota 12 euro (11,98 euro, +0.68%), segnale che il mercato rimane convinto di un ritocco all’insù da parte dei francesi. Si vedrà nelle prossime settimane se altri azionisti (da Hosking allo stesso Dumont) prenderanno formalmente posizione sul tema.

L’ipotesi di una revisione al rialzo dell’0fferta, tuttavia, rimane fuori dai radar dei francesi. «Offriamo un buon prezzo. Constato che non c’è una contro-offerta. Sono particolarmente fiducioso sulla riuscita finale del processo in cui siamo impegnati», ha detto nei giorni scorsi il deputy-ceo della banca francese, Xavier Musca, nell’ambito della presentazione dei conti del 2020. Dopo il via libera del Governo (che non ha esercitato la golden power sull’operazione), l’iter autorizzativo dell’Opa prevede come prossimi step l’ok di Bankitalia e Bce all’operazione e il via libera della Consob al prospetto entro marzo.

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