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CreVal, Agricole: bloccare il rinnovo del consiglio

Prima la richiesta di posticipare il rinnovo del cda Creval, poi l’elogio del suo ad Luigi Lovaglio per come ha giudicato la valenza strategica dell’Opa e, infine, una stoccata all’intero cda della banca, che avrebbe fatto valutazioni «fuorvianti» sul prezzo dell’offerta. Sono le tre mosse con cui Crédit Agricole Italia accende la battaglia per il controllo del Credito Valtellinese, chiedendo di mettere in stand by il rinnovo del cda, visto che l’assemblea è in calendario pochi giorni prima la fine dell’Opa.

Dopo la “bocciatura” del prezzo, giudicato «non congruo» dal board valtellinese, e con il mercato convinto che ci sarà un rilancio (ieri il titolo in Borsa ha chiuso a 12,19 euro contro i 10,50 euro dell’Opa), arriva così la replica della Banque Verte. Il primo passo è quello di “congelare” gli attuali vertici del Creval. L’assise degli azionisti è convocata per il prossimo 19 aprile, mentre l’Opa (salvo proroghe) si chiuderà il 21 aprile. Le due date, sostengono da Agricole, sono troppo ravvicinate. Il rischio è di «assumere una decisione così importante appena due giorni prima della conclusione di un’Opa da cui potrebbe conseguire un mutamento decisivo degli assetti proprietari della banca, con il conseguente venir meno di qualunque legittimazione sostanziale del consiglio». Meglio, a questo punto, far decidere ai soci se «sia opportuno rinviare la nomina», lasciando in carica l’attuale consiglio in regime di prorogatio. Credit Agricole rivendica di non aver presentato una lista perché «non ritiene né serio, né conforme alle regole di buona governance, né coerente con l’interesse sociale, procedere al rinnovo» e si augura che la richiesta di far slittare l’elezione sia accolta dal cda in coerenza «con i doveri di correttezza e di neutralità che gravano sull’organo di amministrazione in pendenza di un’offerta pubblica di acquisto, sottolineando come il contesto attuale» richieda «da parte di tutti i soggetti coinvolti un comportamento improntato alla massima correttezza e trasparenza».

Il messaggio è chiaro e i destinatari sono numerosi, visto che la Dgfd di Denis Dumont ha già presentato una lista con la conferma di tutti i pesi massimi della banca, a partire da Lovaglio e dal presidente Alessandro Trotter. La seconda mossa arriva qualche ora dopo, a mercati chiusi, quando Agricole usa parole al miele proprio nei confronti di Lovaglio, di cui «apprezza le dichiarazioni relative al razionale strategico dell’offerta» (Lovaglio, infatti, pur critico sul prezzo, ha elogiato la «valenza» della fusione). Il vero affondo, però, i francesi lo riservano a tutto il cda Creval quando si arriva al “nodo” del prezzo. E criticano le modalità con cui il board ha riportato le valutazioni dei consulenti, cioè BofA Securities e Mediobanca, che identificano una “forchetta” da 12,95 a 22,7 euro per azione. «Gli intervalli di valutazione» sono «significativamente ampi e mancano di illustrare con chiarezza le assunzioni sottostanti a tali valutazioni, risultando pertanto potenzialmente fuorvianti e non fornendo una valutazione obiettiva e attendibile dell’offerta agli azionisti» del Credito Valtellinese. Nell’attesa, nel secondo giorno dell’opa sono state presentate 498 richieste di adesioni, che portano il totale a 764 (pari allo 0,00112%).

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