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Crescono i positivi: più 15.199. Nuova stretta delle Regioni

Mai così tanti contagiati in 24 ore in Italia, neppure nella fase più drammatica della prima ondata: sono 15.199 i positivi registrati ieri dal bollettino del ministero della Salute. È chiaro a tutti ormai che siamo nella seconda ondata dell’epidemia. «Le aree metropolitane di Milano e Napoli sono ormai fuori controllo, l’epidemia non può essere contenuta, non si può più tracciare, va quindi mitigata. Nell’arco di 30 giorni si avrà la saturazione dei posti letto. A giorni anche Roma si potrà trovare nella stessa condizione, come il Piemonte e alcune zone della Liguria». Non ha dubbi Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute: la situazione è esplosiva e non c’è più tempo da perdere. Se si vuole evitare un nuovo lockdown nazionale bisogna subito imporre lockdown mirati, con coprifuoco dopo le 23, chiusura di tutti i locali e divieto di circolazione.

Coprifuoco nelle regioniHa cominciato la Lombardia, subito seguita dalla Campania. Anche la Liguria si è avviata su questa strada, e da domani nel Lazio (l’ordinanza è stata firmata ieri sera dal presidente Zingaretti), non si potrà circolare da mezzanotte alle 5 del mattino. Coprifuoco serale e notturno in arrivo anche per Bolzano, Valle d’Aosta e Piemonte. La Toscana e l’Umbria stanno discutendo con il governo per l’adozione delle stesse misure nelle prossime ore, e tra qualche giorno toccherà a Puglia, Calabria ed Emilia-Romagna. Il Veneto, che ha visto raddoppiare i numeri di positivi in un giorno, non ha previsto coprifuoco, ma da ieri sono vietati gli spritz in strada in piedi.

«Stop&Go» in SardegnaSale l’allarme anche in Sardegna. «Se nelle prossime ore il numero dei contagi continuerà ad aumentare e quello dei ricoveri a salire con il trend attuale interverremo», ha detto il governatore della Regione Christian Solinas. D’intesa con il ministero della Salute, la Sardegna applicherà uno «Stop&Go»: 15 giorni di chiusura delle principali attività e di porti e aeroporti.

Record di tamponiLa seconda ondata è già nelle cose e il bollettino del ministero della Salute non fa che registrarlo quotidianamente. Ieri i nuovi casi in 24 ore sono stati 15.199 — il giorno precedente 10.874 — a fronte di 177.848 tamponi, ovvero 33.111 in più rispetto al 20 ottobre. Ma è il tasso di positività che preoccupa: indipendentemente dal numero dei test effettuati, infatti, il rapporto percentuale è all’8,5 per cento, ancora in salita — lunedì era intorno al 7,5 —; significa che ogni 100 tamponi, quasi 9 sono positivi. La Lombardia si conferma la regione più colpita con oltre 4 mila nuovi casi (+4.125) e detiene il record di positivi in 24 ore per il nono giorno consecutivo. Seguono, sopra mille, il Piemonte (+1.799), la Campania (+1.760), il Veneto (+1.422) e il Lazio (+1.219). La Regione Veneto ha però precisato che nel boom di casi (il numero ieri è stato doppio rispetto ai peggiori dati della prima ondata) sono conteggiati positivi pregressi, degli ultimi 6 giorni, provenienti da Venezia.

Impennata dei decessiI morti sono 127, il 20 ottobre ne sono stati registrati 89 e siamo ormai a 36.832 vittime dall’inizio dell’epidemia. Soltanto tre regioni non registrano alcuna vittima. Un numero così alto di deceduti lo abbiamo visto soltanto il 22 maggio scorso, quando erano 130, e da allora erano sempre diminuiti. Le Regioni che oggi registrano un maggior numero di morti sono: Lombardia (+20), Lazio (+16), Veneto (+14), Toscana (+13), Campania (+11) e Sicilia (+11).

Ospedali in affannoGli oltre 15 mila nuovi contagiati sono un record assoluto in 24 ore nel nostro Paese: mai così tanti, neanche nella fase più critica della prima ondata. Vero è che il numero di tamponi oggi è assai superiore a quello di marzo-aprile e i reparti Covid non sono al collasso, ma il numero dei pazienti in ospedale sta crescendo velocemente e le strutture sanitarie cominciano ad essere in affanno. I pazienti ricoverati con sintomi sono 9.057 (+603) mentre i malati più gravi in terapia intensiva sono 926 (+56). Le regioni che hanno il maggior numero di malati in ospedale sono la Lombardia, con 1.521 ricoverati (+253) e 134 in terapia intensiva (+11), il Lazio con 1.226 ricoverati (+30 rispetto a ieri) e 129 in terapia intensiva (+6 rispetto a ieri), e Piemonte con 1.111 ricoverati (+74 rispetto a ieri) e 74 in terapia intensiva (+12 rispetto a ieri). Preoccupa poi la Campania con 996 ricoverati (+50 rispetto a ieri) e 95 in terapia intensiva (+4 rispetto a ieri). Riaprono le strutture sanitarie temporanee allestite nei padiglioni della Fiera di Milano e di Bergamo, si riempiono velocemente i posti letto negli ospedali, mentre a Roma, dove ai primi di settembre si poteva conoscere l’esito di un tampone in 24 ore, adesso occorrono giorni.

Ambulanze in fila«Il carico di lavoro per il 118 è impressionante — ha detto il presidente nazionale della Sis 118 Mario Balzanelli —. Le chiamate sono continue, ma le ambulanze sono costrette a mettersi in fila per ore davanti agli ospedali in attesa che i pazienti vengano presi in carico, perché non si sa dove collocarli».

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