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«Crescita, nuove riforme o si arretra»

Subito nuove riforme o si rischia di tornare indietro. Pier Carlo Padoan non vuole perdere «la finestra di opportunità» che si è aperta «in un clima economico e politico positivo». La ripresa ha una forte componente congiunturale ma contiene anche aspetti strutturali, che vanno via via facendosi più evidenti, dice il ministro dell’Economia al Forum Ambrosetti, intercettando la domanda numero uno sull’aumento del Pil: è vera crescita?

La questione sulla quale interrogarsi, secondo Padoan, sarebbe piuttosto la presenza o meno «di una visione di futuro del Paese». Perché, spiega il ministro già capo economista dell’Ocse, «gli elementi ciclici mostrano un aspetto negativo: il ciclo a un certo punto finisce e a quel punto il Paese non sta fermo, va indietro».

«Lo stato dell’economia che la prossima legislatura eredita è sicuramente migliore di quella che questa legislatura ha ereditato dalla precedente, segnata da una crisi fortissima. E permettetemi una notazione personale: credo che questo non sia solo merito della ripresa mondiale». La crescita si gioverebbe di una strategia europea «con una visione basata sull’innovazione» e di «un’unione digitale».

Nella nota di aggiornamento al Def dovrebbero essere riviste al rialzo le stime di crescita. Le ultime indicavano un +1,1% del Pil nel 2017. La priorità «molto alta» della legge di Stabilità, assicura Padoan, è quella di «sostenere in modo permanente l’occupazione giovanile», sulla quale il ritardo è stato definito «scandaloso» il giorno prima dal premier Paolo Gentiloni. In sala siede il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che rilancia un’iniziativa che vorrebbe «un po’ più choc di quella del governo» che pure è «condivisibile». Il numero uno degli imprenditori che aveva già proposto «investimenti massivi» sull’occupazione dei giovani ne chiede l’assunzione in tempi brevi in alcune zone depresse del Paese.

A Villa d’Este tiene banco infine la vicenda Fincantieri-Stx e Padoan in vista dell’incontro con il ministro francese Bruno Le Maire atteso l’11 settembre a Roma ribadisce come «sarebbe un po’ strano che un’impresa che ha acquisito i due terzi della proprietà di Stx si ritrovi a essere non in maggioranza: sarebbe difficile da giustificare. Detto questo vedremo cosa intende fare il governo francese».

Paola Pica

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