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Crescita, l’Istat gela il governo “Sovrastimato il Pil del 2014”

ROMA — L’Istat frena il Tesoro e corregge al ribasso i numeri sulla ripresa prevista per l’anno prossimo: il Pil, assicura, non crescerà dell’1,1 per cento come annunciato dal ministro Saccomanni solo pochi giorni fa, ma si fermerà ad un più risicato 0,7. Una gelata su un già fragile «ottimismo» che non è piaciuta per niente al governo: tanto che da Londra, dove si era recato in missione per convincere gli investitori internazionali a puntare sull’Italia, è arrivata una secca precisazione dello stesso Saccomanni. Le previsioni, ha detto, «non ha tenuto conto delle riforme».
Il quadro dipinto dall’Istat, in realtà, vede nero sotto diversi aspetti, già a partire dalle stime su come chiuderà il Pil nel 2013: secondo l’istituto calerà dell’1,8 per cento; secondo i conti del Tesoro la caduta si arresterà all’1,7 per cento. In crescita la disoccupazione che, in base al modello macroeconomico sviluppato dall’Istat, nel 2014 passerà dal 12,1 al 12,4 per cento. Secondo le previsioni ci sarà una leggera ripresa nella capacità di spesa delle famiglie — che dal meno 2,4 per cento di quest’anno aggancerà un timido più 0,2 per cento — e un’inflazione in salita fino all’1,6 per cento per via degli effetti che produrrà l’aumento dell’aliquota Iva.
Ma è sul Pil che si è scatenata una vera e propria guerra delle cifre: fra le previsioni dell’Istat e quelle del governo c’è uno scarto dello 0, 4 per cento (pari più o meno a 7 miliardi di euro). «Abbiamo opinioni leggermente diverse» ha esordito il ministro, ma «la differenza modesta è dovuta alle attività del processo di riforma strutturale e alle misure sui rimborsi del debito della pubblica amministrazione. Non so in che misura l’Istat stia tenendo conto anche di questi fattori». L’economia, ha comunque ricordato Saccomanni «entrerà in ripresa dal quarto trimestre di quest’anno e l’anno prossimo». Di fatto, un vero e proprio scontro a distanza sul quale ha cercato di trovare una mediazione il ministro del Lavoro Giovannini, che prima di entrare nel governo, copriva proprio la carica di presidente dell’istituto di statistica. «Quelle dell’Istat — ha detto — sono previsioni che confermano una tendenza molto negativa, ma nello stesso comunicato si indica chiaramente che, nel caso in cui la fiducia crescesse e la ripresa dovesse continuare, nel 2014 si arriverebbe intorno all’1 per cento ». L’analisi dell’Istat quindi, secondo il ministro del Lavoro «è uno stimolo a fare la legge di stabilità », ma qui Renato Brunetta, presidente dei deputati Pdl avverte: «Speriamo che nella guerra delle cifre abbia ragione Saccomanni, perché se così non fosse salterebbe l’intero impianto sul quale regge la Legge di stabilità».
In attesa di vedere gli effetti della pur modesta ripresa, oggi il ministero dell’Economia dà il via alla quinta emissione di Btp Italia a quattro anni e con una cedola minima garantita del 2,15 per cento. L’emissione avverrà mediante la raccolta di ordini d’acquisto degli investitori sul mercato telematico attraverso Bnp Paribas e Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese, dal 5 all’8 novembre 2013, salvo chiusura anticipata. La quota minima per questa emissione, anche se non ufficialmente annunciata, è di 10 miliardi.

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