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Crescita, in un anno balzo del 17,3%L’Italia meglio di Usa e Germania

L’economia italiana archivia il secondo trimestre con una crescita del 2,7% rispetto al trimestre precedente e con un balzo del 17,3% in confronto al medesimo periodo dello scorso anno, contrassegnato all’epoca dal forte rallentamento delle attività produttive a causa della pandemia. A certificare i dati è l’Istat, confermando le stime preliminari diffuse nelle settimane scorse, l’Italia del resto anche in base alle analisi dell’Ocse segna, dopo il Regno Unito, la crescita economica più marcata tra i paesi aderenti all’Organizzazione, precedendo Germania e Francia, che archiviano il secondo trimestre rispettivamente a + 1,6% e + 0,9%. La crescita italiana è migliore anche della progressione dell’economia statunitense, che nel periodo aprile-giugno segna un +1,6%. «Il forte recupero dell’attività produttiva — spiega l’Istat — riflette un aumento marcato del valore aggiunto sia nell’industria, sia nel terziario. Dal lato della domanda, a sostenere la crescita del Pil sono state le componenti interne dei consumi e degli investimenti». Dalle analisi Istat emerge un aumento, rispetto al primo trimestre, del 3,4% dei consumi finali nazionali e del 2,4% degli investimenti fissi lordi. La domanda nazionale ha fornito un contribuito di 3,1 punti percentuali alla crescita del Pil: in dettaglio, +2,8 punti dai consumi delle famiglie e delle istituzioni sociali private, +0,5 punti dagli investimenti fissi lordi, mentre la spesa delle amministrazioni pubbliche ha segnato -0,2 punti. Un quadro complessivo che spinge il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, a dire: «È confortante la solida ripresa di cui l’industria è protagonista, ma continua a preoccuparci la sicurezza sanitaria. Le varianti del virus tornano a far salire i contagi nel mondo avanzato». Qualche preoccupazione arriva anche dall’andamento dell’inflazione nel mese di agosto, che nell’Eurozona segna un aumento del 3% su base annua (per Eurostat è il tasso di crescita più rapido da novembre 2011). Anche in Italia il costo della vita accelera (+0,5% su base mensile e +2,1% su base annua), attestandosi a un livello che non si registrava da gennaio 2013. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto carrello della spesa, tornano a crescere (+0,8% dalla variazione tendenziale nulla di luglio).

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