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Crescita, frena la caduta del Pil. Corsa ai Btp verdi, 80 miliardi

L’economia italiana continua a rallentare, ma lo fa in misura meno accentuata rispetto al previsto. Dopo che nei giorni scorsi l’Istat ha certificato un calo del Pil (Prodotto interno lordo) nel 2020 pari all’8,9%, ieri sono arrivati i dati completi sull’andamento dell’ultimo trimestre dello scorso anno. La frenata c’è stata, ma meno brusca di quanto atteso: nei tre mesi finali del 2020 la ricchezza prodotta in Italia è diminuita dell’1,9% (anziché come previsto dalle stime del 2%) rispetto al trimestre precedente e del 6,6% a confronto del medesimo periodo del 2019. Il protrarsi della pandemia e l’effetto delle nuove misure per contenere l’emergenza sanitaria continuano, dunque, a pesare sull’andamento dell’economia sebbene di uno 0,1% in meno rispetto alle attese. Il calo del Pil nella parte finale del 2020, così come nei trimestri precedenti, è dovuto alla flessione sia della domanda interna (incluse le scorte), sia di quella estera. In particolare, sul piano interno è stato «fortemente negativo l’apporto dei consumi privati, -1,6 punti, e nullo quello degli investimenti. Sul piano estero — riassume l’Istat — l’ampio contributo negativo è derivato da una crescita delle importazioni ben maggiore di quella delle esportazioni».

Oltre al dato meno negativo di quanto atteso nell’ultimo trimestre 2020, l’Istat colloca per l’anno in corso al +2,3% la crescita acquisita, ossia il tasso di crescita annuale che si otterrebbe anche con una variazione congiunturale pari a zero nei restanti trimestri dell’anno. Un graduale, insomma, cambio di prospettiva per l’economia italiana dopo la certificazione di avere archiviato il 2020 con la peggior performance dal 1997 in termini di ricchezza prodotta.

Un cambio in qualche misura percepito anche dai mercati alla luce della richiesta dieci volte superiore all’offerta per il primo Btp Green italiano. Il Tesoro ieri ha chiuso il collocamento fissandone in 8,5 miliardi di euro l’ammontare. Il titolo, riservato agli investitori istituzionali, con scadenza aprile 2045, ha raccolto in realtà una domanda superiore agli 80 miliardi. Il titolo, spiega una nota del Tesoro, «è stato collocato al prezzo di 99,168 corrispondente a un rendimento lordo annuo all’emissione dello 1,547%». A curare il collocamento cinque istituti in veste di lead manager: Bnp Paribas, Credit Agricole Bank, Intesa Sanpaolo, Jp Morgan e NatWest Markets. Il nuovo titolo «green» è dedicato al finanziamento delle spese sostenute dallo Stato con impatto ambientale positivo, come previsto dalla legge di bilancio per il 2020. «Siamo molto orgogliosi di aver partecipato, in qualità di structuring advisor del framework e di lead manager, all’emissione del primo Btp Green », sottolinea Mauro Micillo, responsabile della divisione Imi Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo.

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