Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

In crescita costante le operazioni anomale

Nel 2018 sono state complessivamente 98.030 le segnalazioni di operazioni sospette trasmesse all’Unità di informazione finanziaria, circa 4.200 in più rispetto a quelle del 2017. L’andamento del primo semestre del 2019 conferma il perdurare di rilevanti ritmi di crescita.I dati del 2018, forniti ieri dal direttore dell’Uif in occasione della presentazione del Rapporto Annuale, testimoniano la vitalità del sistema: le segnalazioni di operazioni sospette sono ulteriormente aumentate nel numero e mediamente migliorate nella qualità; la rete di collaborazione fra Autorità è solida e gli scambi informativi con l’estero si intensificano e diventano più sistematici (si registra un aumento del 21 per cento). I risultati operativi sono visibili e significativi: rilevanti indagini giudiziarie hanno tratto origine o importante supporto dalle segnalazioni. È stato, ad esempio, osservato il ricorso a prestazioni di consulenza rese da società o professionisti collegati a persone politicamente esposte al solo scopo di fornire giustificazione e copertura a indebite elargizioni di denaro a favore di queste ultime.

Nel suo Rapporto l’Uif evidenzia che il rischio di riciclaggio continua ad essere molto significativo a causa della rilevanza delle minacce e delle criticità nel sistema economico-sociale; al contempo i presidi volti a fronteggiare tale rischio sono stati giudicati dal Comitato di Sicurezza Finanziaria, complessivamente adeguati. Le nuove tipologie di operatori (i.e. exchanger di valute virtuali) e di prodotti richiedono una rapida riflessione sugli adeguamenti necessari per evitare pericolose incrinature nei presidi antiriciclaggio e disparità concorrenziali.

Accanto a banche e poste che hanno prodotto oltre il 72% delle segnalazioni emerge il significativo incremento dell’apporto di altri operatori ed in particolare degli intermediari finanziari; tra questi il contributo più importante è da ascrivere agli istituti di pagamento, agli istituti di moneta elettronica e ai punti di contatto di intermediari europei. I prestatori di servizi di gioco hanno raddoppiato il numero di segnalazioni inviate all’Uif (passate da 2.600 a oltre 5 mila). Ancora poco rilevante, con l’eccezione dei notai, il numero di sos inviate dal mondo professionale e dalle società di revisione. Importante è invece risultato essere il contributo informativo dato dai money transfer che hanno effettuato circa 7.900 segnalazioni rappresentative di più di 115 mila operazioni potenzialmente anomale: l’aumentata collaborazione è stata resa possibile anche grazie alla definizione da parte dell’Uif di uno specifico modello segnaletico. Analoghe iniziative sono in corso di adozione anche per i settori del gioco e delle carte di pagamento e allo studio per il comparto delle valute virtuali.

Dal settembre prossimo andrà a regime, per banche, poste, istituti di pagamento e di moneta elettronica l’obbligo di inviare all’Uif comunicazioni oggettive aventi ad oggetto prelevamenti e versamenti di contante di significativo ammontare. Contante che, sulla base di uno studio fatto dall’Uif, pur più diffuso nel Meridione risulta utilizzato in modo inatteso e anomalo soprattutto nelle aree del Centronord le cui economie offrono maggiori opportunità per l’infiltrazione di capitali illeciti.

Di grande interesse, anche sul piano operativo, i primi risultati che emergono da uno studio fatto dagli analisti della Fiu italiana sui bilanci di un campione di imprese infiltrate dalla criminalità organizzata individuate sulla base dei provvedimenti giudiziari adottati nel decennio 2007-2017.

Emergono due tipologie di imprese a rischio: quelle che occupano una posizione dominante nel proprio mercato attraverso l’impiego del metodo mafioso a danno dei concorrenti e quelle che la mafia gestisce con finalità esclusive di investimento, mimetizzate quasi completamente nell’economia legale.

Con riferimento alle criptovalute il Direttore dell’Uif ha ribadito la necessità di coniugare un atteggiamento aperto all’innovazione con l’attenzione al presidio dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Sul fronte segnaletico la recente inclusione degli exchanger fra i soggetti obbligati ha prodotto risultati ancora poco significativi, probabilmente anche a causa del mancato completamento della disciplina di settore. Il dato delle segnalazioni di operazioni sospette connesse a criptovalute inviate dalle banche e dagli intermediari finanziari è comunque in netto aumento.

Sensibilmente aumentato anche il numero di segnalazioni di operazioni sospette di finanziamento del terrorismo che hanno superato per la prima volta le mille unità: di queste, oltre 450 sono state ritenute dalla Guardia di Finanza di interesse investigativo.

Fabrizio Vedana

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Airbnb rompe gli indugi e si dichiara pronta allo sbarco in Borsa nel 2020. Lo ha annunciato la soci...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

In luglio, quando ancora nessuno si aspettava l’innesco della rapida crisi politica che avrebbe po...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I grandi soci di Ubi Banca fanno fronte comune in vista dell’atteso consolidamento bancario. E var...

Oggi sulla stampa