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Crescita, asse Italia-Francia Lagarde: più sviluppo in Europa

L’Eurogruppo dei ministri finanziari, tramite il presidente olandese Jeroen Dijsselbloem, ha ribadito l’accordo dei 18 Paesi membri a rispettare — per ora — le regole del Patto di stabilità e di crescita. Nella riunione a Lussemburgo il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, non ha così chiesto sconti supplementari all’Europa per gli impegni di riduzione del debito e del deficit. Anche il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, ha seguito la stessa linea nella contrapposizione con i «rigoristi» del Nord, guidati dal tedesco Wolfgang Schäuble. In pratica Italia e Francia accettano di utilizzare quanto è già previsto dall’Ue per rilanciare la crescita e l’occupazione. Se non sarà sufficiente, si riaprirà la discussione sui vincoli di bilancio perché lo stesso Dijsselbloem ha confermato che i livelli di disoccupazione in alcuni Paesi sono «assolutamente inaccettabili». 
Padoan ha spiegato che l’Italia non chiede all’Ue maggiore flessibilità di bilancio, scorporando gli investimenti produttivi dal calcolo del deficit, perché «abbiamo posto il problema di mettere sul campo tutti gli strumenti di cui l’Europa già dispone per accelerare la crescita e la creazione di posti di lavoro». Sapin ha allargato il tema alla tempistica affermando che «c’è da trovare il giusto ritmo per ciascun Paese» in relazione alla riduzione del debito e del deficit, in modo da trovare un corretto equilibrio tra i conti pubblici in regola e «il necessario stimolo per la crescita». Schäuble ha rimarcato che «le regole attuali sono sufficientemente flessibili e i problemi degli anni passati dimostrano che vanno rispettate».
A sostegno dell’asse Italia-Francia è arrivato il direttore del Fondo monetario di Washington (Fmi), la francese Christine Lagarde, che ha presentato all’Eurogruppo un rapporto sull’eurozona, dove lancia l’allarme sulla bassa crescita, sollecita politiche per il rilancio dello sviluppo e dell’occupazione, critica le eccessive «complessità» del Patto di stabilità. Ma, soprattutto, ammonisce a non ricorrere ancora a misure di austerità perché anche «ampie sorprese negative sulla crescita non devono far scattare ulteriori sforzi di consolidamento». Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, da Atene, ha condiviso la stima sulla «ripresa lenta» aggiungendo che «ci vorrà tempo perché l’occupazione ritorni ai livelli pre crisi».
Il rapporto Fmi lancia poi l’allarme sull’inflazione, chiamando in causa la Bce di Mario Draghi, presente all’Eurogruppo. Se l’aumento dei prezzi dovesse rimanere su livelli «ostinatamente bassi, la Bce dovrebbe prendere in considerazione un programma di acquisto di asset su larga scala, soprattutto titoli di Stato».
A margine dell’Eurogruppo, Padoan ha respinto di nuovo la necessità della procedura d’infrazione sui ritardi nei pagamenti dello Stato alle imprese, lanciata dal vicepresidente uscente della Commissione europea, Antonio Tajani di Forza Italia, e generatrice di accese polemiche tra il governo Renzi e il partito di Silvio Berlusconi.

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