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«Crescita allo 0,9%, manovra da 27 miliardi»

«Faremo una manovra da quasi 27 miliardi di euro. Non ci sarà nessuno sforamento sui conti. Anzi: dal 2016 scende il debito». Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, prima incontra il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e poi annuncia ai microfoni di Otto e mezzo su La7 l’entità della prossima legge di Stabilità. 
«Dopo il semestre italiano di presidenza dell’Ue abbiamo la possibilità di avere fino all’1% e più, fino a 17 miliardi di flessibilità. Useremo, e non del tutto, queste clausole». Dopo averlo spiegato anche nei giorni scorsi, il premier ribadisce: «L’Italia ha previsto una crescita dello 0,7% nel 2015. Nell’aggiornamento del Def, che sarà venerdì in Consiglio dei ministri, sarà alzata dallo 0,7 allo 0,9%. Le cose vanno meglio. Anche la crescita del 2016 sarà rivista leggermente al rialzo rispetto all’1,4%». Poi apre il capitolo del fisco: «Per me ridurre le tasse è di sinistra». E il premier annuncia con riferimento alle multinazionali come Google e Apple , che dichiarano la fetta più consistente dei loro fatturati in nazioni con regimi fiscali agevolati: «Dopo aver aspettato per due anni una legge europea, dal 1° gennaio 2017 immaginiamo una “digital tax” che vada a colpire con meccanismi diversi, per far pagare le tasse nei luoghi in cui sono fatte transazioni e accordi».
Inoltre, difendendo la scelta di togliere la tassa sulla prima casa dal 2016, Renzi ricorda: «In Italia il catasto non è aggiornato dal 1939, i ricchi pagheranno di più sulle seconde case». «In Italia le tasse devono scendere – aggiunge -. La tassa sulla casa vale 3 miliardi e mezzo». Il segretario del Pd tocca anche il capitolo previdenza: «Stiamo studiando una misura che consenta di andare un po’ prima in pensione, ma garantendo di costare un po’ meno». Su questo punto, però, il ministro dell’Economia in un’intervista a Skytg24 non appare in sintonia con Renzi, almeno sui tempi: «Il principio della flessibilità in uscita è giusto, va valutato in termini di meccanismi e coperture, per il momento non è all’ordine del giorno della legge di Stabilità». E sul taglio dell’Ires sin dal 2015, il ministro avverte: «È ancora presto per dirlo: cercheremo con le risorse limitate a disposizione di fare scelte efficaci per le imprese». Per il Sud auspica «investimenti pubblici, soprattutto infrastrutturali». Il premier fa anche i complimenti all’ad di Fiat-Chrysler per i risultati ottenuti: «Va fatto un monumento a Sergio Marchionne». E tornando sulle critiche per la sua presenza a New York per la finale tutta azzurra degli Us Open Renzi taglia corto: «È l’Italia che ha vinto. Questa è una polemica senza senso».

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