Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Crescere non basta più ci vuole un Pil a misura di Pianeta (e Persone)

L’ossessione per la crescita perenne, per quel numero che definisce quanto produce una nazione, il Pil, «ha portato i governi a “esternalizzare” l’ambiente», spiega Jooyeta Gupta, professore di ambiente e sviluppo del Sud del mondo all’università di Amsterdam e già membro del team che ha elaborato l’ultimo «Global Environment Outlook» dell’Onu, il report che fa il check up allo stato di salute del pianeta. Il risultato sono fenomeni come climate change, perdita della biodiversità o degrado del suolo, oggi diventate (in ritardo) priorità delle agende globali, a partire da quella del G20 che l’Italia presiederà i prossimi 30 e 31 ottobre. Come ormai è evidente, non si tratta di occuparsi «solo» della nostra casa, ma di preservare anche la specie umana. «Se mi focalizzo solo su come produrre più cibo o energia senza preoccuparmi degli impatti dei pesticidi o dei gas serra, non sto solo “esternalizzando” l’ecosistema, ma creo anche un impatto sugli esseri umani — spiega Gupta — . Ogni anno circa sette milioni di persone muoiono per l’inquinamento dell’aria, circa 1,3 per disturbi legati ad acqua e cibo, e il 60% delle malattie infettive sono riconducibili a una zoonosi, come anche il Covid-19».

Gupta, nata a Delhi, studi economici tra l’India, Harvard e l’Olanda, è tra i keynote speaker del Forum sul climate change organizzato dall’Ispi in preparazione al G20 (vedi scheda). L’impegno delle grandi economie è cruciale: i membri del G20 emettono oltre i tre quarti (78% nel 2018) dei gas serra mondiali, ma sono anche leader capaci d’influenzare le decisioni degli altri Paesi. Non solo: è decisivo che trovino il modo di invertire la rotta di un mondo sempre più segnato dalle diseguaglianze sociali. «Nel nostro sistema, anche quando il Pil cresce, i poveri non diventano ricchi, ad arricchirsi sono i pochi che lo erano già — prosegue Gupta —. Se lasciamo che sia il mercato a decidere i prezzi della terra o dei prodotti, in un contesto di deregulation come accade oggi nelle economie capitalistiche, gli Obiettivi di sviluppo sostenibili dell’Onu per il 2030 non saranno raggiunti. Ci vuole un’assunzione di responsabilità a livello centrale». Prova ne è quello che sta accadendo in India, dove « le proteste degli agricoltori sono diretta conseguenza della svolta liberista del governo, che vuole rivoluzionare il settore agricolo dando al mercato un ruolo centrale — dice Gupta —. Questo favorisce i consumatori ricchi e i grandi agricoltori, non i piccoli che sono la maggioranza».

Oggi, la sfida più grande è ripensare la definizione stessa di prodotto interno lordo. «Il Pil come lo conosciamo porta con sé lo sfruttamento della natura e delle persone — nota Gupta —. Con l’Unep ci stiamo invece focalizzando su una ricchezza inclusiva come alternativa, ma il problema è: come passiamo dal Pil a questa nuova metrica, se ancora oggi i Paesi vengono classificati in base al Pil?».

Nella sua lezione, Gupta si occuperà anche di transizione energetica e del ruolo che la finanza gioca in questo complesso scenario. «Combattere il riscaldamento globale significa smettere di usare i combustibili fossili, creando un impatto a catena non solo sui grandi investitori, dai fondi pensione alle organizzazioni filantropiche, con trilioni di dollari impegnati in questi settori, ma anche sui Paesi in via di sviluppo, che avevano puntato su questo tipo di energia per far crescere il loro Pil», spiega l’esperta, che ha appena vinto un Grant dell’European Research Council per indagare il ruolo degli investitori istituzionali e di quelli nei Paesi in via di sviluppo nella fase di disinvestimento dalle fonti fossili.

Gli incontri

Il Forum è il primo di tre incontri internazionali promossi dall’Ispi come coordinatore nazionale e presidente del Think20, il network dei think tank del G20. «Saranno piattaforme di dialogo sulle principali sfide globali: dalla salute all’ambiente, dalla coesione sociale alla transizione digitale, l’obiettivo è di disegnare scenari futuri e arricchire le raccomandazioni che consegneremo ai leader», dice Paolo Magri, vice presidente esecutivo di Ispi.

L’agenda è fitta e, conclude Domenico Fumagalli, senior partner di Kpmg in Italia e official partner dell’evento, «La svolta è legata alla capacità di interpretare il nuovo paradigma della sostenibilità come straordinaria opportunità per fare innovazione di prodotto, rispondendo alle nuove sensibilità e ai bisogni emergenti della clientela e della società. La sfida per le aziende sarà sempre di più quella di coniugare innovazione, sostenibilità e profitto».

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Tocca ad Alfredo Altavilla, manager di lungo corso ed ex braccio destro di Sergio Marchionne in Fca...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I mercati incassano senza troppi scossoni la decisione della Fed di anticipare la stretta monetaria...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È sempre più probabile che non ci sarà alcun nuovo blocco - anche parziale - dei licenziamenti n...

Oggi sulla stampa