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Cresce il valore dei big data. Grandi imprese in prima linea

I big data hanno raggiunto un valore complessivo di 1,4 miliardi di euro nel 2018. Negli ultimi tre anni il loro valore è cresciuto annualmente, in media, del 21%. Ad investire nel settore sono soprattutto le grandi imprese, che coprono l’88% della spesa complessiva, mentre le piccole e medie imprese rappresentano il 12% del valore. Sono alcuni dei dati contenuti nel recente report elaborato dall’Osservatorio big data Analytics & Business Intelligence del Politecnico di Milano, richiamati nell’indagine conoscitiva condotta a «sei mani» da Agcm, Agcom e Garante per la protezione dei dati personali.

La creazione di dati sta seguendo un processo esponenziale: nell’anno 2018 il volume totale di dati creati nel mondo è stato di 28 zettabyte (ZB), registrando un aumento di più di dieci volte rispetto al 2011; si prevede che entro il 2025 il volume complessivo dei dati arriverà fino a 163 ZB. Il motore primario di questo processo di generazione di dati è rappresentato da internet, attraverso la rete, infatti, in un minuto sono inviati 44 milioni di messaggi, sono effettuate 2,3 milioni di ricerche su Google, sono generati 3 milioni di «mi piace» e 3 milioni di condivisioni su Facebook, sono effettuati 2,7 milioni di download da YouTube. Google elabora dati di centinaia di Petabyte (PB), Facebook ne genera oltre 10 PB al mese e Alibaba decine di Terabyte (TB) al giorno per il commercio online.

Il rapporto, inoltre, ripartisce la suddivisione della spesa in big data Analytics tra i vari comparti merceologici, indicando al primo posto il settore bancario (28% della spesa), seguito dal comparto manifatturiero (25%) e dal settore telecomunicazioni e media (14%), mentre il restante è coperto da servizi (8%), grande distribuzione (7%), assicurazioni (6%), utility (6%) e pubblica amministrazione e sanità (6%). Il 45% della spesa è dedicata ai software, ossia database e strumenti per acquisire, elaborare, visualizzare e analizzare i dati, applicativi per specifici processi aziendali, che costituiscono anche l’ambito con la crescita più elevata (+37%). A seguire, i servizi, quali personalizzazione dei software, integrazione con i sistemi informativi aziendali, consulenza di riprogettazione dei processi, e le risorse infrastrutturali, ossia capacità di calcolo, server e storage da impiegare nella creazione di servizi di analisi che coprono, rispettivamente, il 34 e il 21% della spesa complessiva.

Al cospetto di tali scenari, in cui le sfide poste dallo sviluppo dell’economia digitale e dai big data richiedono uno sfruttamento pieno delle sinergie esistenti a tutela della privacy, della concorrenza, del consumatore e del pluralismo, le tre autorità si sono poste l’obiettivo di istituire un «coordinamento permanente» tra le stesse. Il lavoro congiunto delle tre autorità ha consentito, nell’affrontare le tematiche sui big data, di mettere a fattor comune le rispettive competenze e conoscenze, beneficiando delle differenti prospettive. Esistono, infatti, tematiche specifiche che, pur impattando su dinamiche complessive, possono essere meglio affrontate per competenza da ciascuna autorità con i rispettivi strumenti normativi, amministrativi e tecnologici. Al contempo è importante stabilire un punto di coordinamento per affrontare aspetti generali e promuovere iniziative comuni finalizzate a suggerire orientamenti, raccomandazioni e buone pratiche in una visione complessiva delle politiche pubbliche in materia di big data. A tal fine, le tre Autorità si sono impegnate a strette forme di collaborazione negli interventi che interessano i mercati digitali. Il coordinamento, nel rispetto delle specifiche competenze di ciascuna autorità, dovrebbe meglio garantire i rispettivi obiettivi istituzionali, nella misura in cui sarà possibile cogliere le opportunità offerte da una proficua cooperazione. Le tre autorità sottolineano quanto risulti cruciale il processo di «estrazione di conoscenza» dai big data, nell’ambito del quale è possibile enucleare tre ordini principali di attività: la raccolta, che a sua volta si articola in generazione, acquisizione e memorizzazione; l’elaborazione, che coinvolge attività di estrazione, integrazione e analisi; l’interpretazione e l’utilizzo.

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