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Cresce il gettito: +1,2% nel 2011

di Marco Mobili

La lotta all'evasione, i giochi, il primo sblocco delle addizionali regionali e comunali e l'Iva sulle importazioni consentono all'Erario di poter chiudere il 2011 con un più 1,2 per cento. Il bollettino annuale 2011 delle entrate, inoltre, conferma quanto già anticipato dal Sole 24 Ore del Lunedì nei mesi scorsi sulla base degli acconti Irpef: la cedolare secca non sembra aver convinto i proprietari di immobili concessi in locazione. Dai dati sul periodo gennaio-dicembre 2011 diffusi ieri dal Dipartimento delle Finanze, emerge che l'Erario ha incassato complessivamente 411,790 miliardi di euro con una crescita tendenziale di più 4,8 miliardi di euro, come detto, pari all'1,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2010.
In termini di incassi la percentuale di crescita maggiore la fanno registrare i ruoli, frutto della lotta all'evasione: lo Stato ha incassato 7,3 miliardi di euro con una variazione positiva di 1,36 miliardi di euro (+22,7%). Segno positivo anche dal primo sblocco dei tributi locali. Gli incrementi delle addizionali comunali – seppur parziali alla luce delle sole tre settimane intercorse tra il decreto sul federalismo municipale e l'approvazione dei bilanci – si sono attestati al +2,1% (2,913 miliardi del 2011 contro i 2,854 miliardi del 2010), che diventa un +2,9% per le quelle regionali. Poco al di sotto della media complessiva del +1,9% relativa alle entrate degli enti territoriali si posiziona invece il maggior gettito 2011 dell'Irap, pari complessivamente a 34,1 miliardi di euro (+1,6%).
Il bollettino, inoltre, conferma che la cosiddetta "tassa piatta" sugli immobili concessi in locazione non piace ai proprietari di immobili. Complessivamente ha generato entrate per 675 milioni di euro che, seppur in acconto, difficilmente faranno salire il saldo ai 2,5 miliardi preventivati dalla relazione tecnica al decreto sul federalismo municipale. Il che si potrebbe tradurre in un flop della cedolare secca come misura di emersione dal nero ma di contro potrebbe trasformarsi in un bonus, almeno sulla carta, per i conti dello Stato: la tassa piatta, secondo la stessa relazione al Dlgs istitutivo, stimava una perdita di gettito per 3,1 miliardi.
Al contrario non conosce soste l'amore degli italiani per il gioco. A dimostralo sono sia i dati sulla raccolta che nel 2011 ha sfiorato gli 80 miliardi (si veda il servizio in pagina), sia le entrate erariali che sono risultate pari a 13,7 miliardi di euro (+1.064 milioni di euro).
Sul fronte delle indirette il prezzo del petrolio ha sostenuto fortemente il gettito Iva. «L'imposta prelevata sulle importazioni da Paesi extra Ue – si legge nel bollettino – è cresciuta del 17,7% prevalentemente a causa dei rialzi del prezzo del petrolio». Complessivamente le entrate Iva sono risultate pari a 117,459 miliardi (+1.953 milioni di euro, +1,7%). Di questi 100,327 miliardi di euro (–625 milioni di euro, pari a –0,6%) derivano dagli scambi interni e qui la crisi sui consumi al contrario si è fatta sentire.
La crisi ha colpito anche il mercato immobiliare e le relative imposte collegate alle compravendite con un complessivo -3,3% ne sono una conferma: l'imposta di registro si è fermata a 4,7 miliardi (–280 milioni di euro); il bollo ha incassato 5,3 miliardi (–117 milioni di euro); quella ipotecaria ha prodotto entrate per 2 miliardi (–21 milioni di euro); i diritti catastali e di scritturato non hanno superato il miliardo (916 milioni).
In flessione anche le regine delle imposte come l'Irpef e l'Ires. Il gettito Irpef ha presentato nel 2011 un calo dello 0,3% (-480 milioni di euro). Il gettito delle ritenute dei lavoratori dipendenti pubblici e privati (+0,8%) e dei lavoratori autonomi (+0,4%) ha sostenuto il tasso di crescita dell'Irpef compensando in parte la variazione negativa dell'imposta versata in autoliquidazione (-8,2%) su cui ha inciso, in particolare, la diminuzione di 17 punti percentuali dell'acconto 2011. Il gettito Ires nel 2011 chiude con un meno 2,9% (-1.063 milioni di euro). In senso contrario le entrate contributive: le entrate di Inps, Inpdap, Inail, Enpals ed enti previdenziali privatizzati si sono assestate a 212,7 miliardi con una crescita del 2,7% rispetto al 2010 (+5,5 miliardi).

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