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Creditori p.a. fisco più leggero

Per i creditori delle p.a. si riapre la strada della compensazione. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre scorso, infatti, è stato pubblicato il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 24 settembre 2014 recante «Compensazione, nell’anno 2014, delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti della pubblica amministrazione».

Il provvedimento dà attuazione all’art. 12, comma 7-bis, del c.d. decreto «Destinazione Italia» (dl 145/2013, convertito dalla l 9/2014). In pratica, consente a chi vanta crediti nei confronti di una p.a. di compensarli con i propri debiti nei confronti del Fisco.

Attenzione, però: la compensazione è possibile solo a determinate condizioni.

In primo luogo, non rilevano tutte le pendenze con l’Erario, ma solo quelle rispetto a cui sia già stata emessa una cartella esattoriale. Pertanto, non è possibile autoridurre il proprio carico fiscale, per esempio versando meno Irpef e meno Irap, ma solo sanare la propria posizione nell’ambito di una procedura di riscossione coattiva già in essere. In altri termini, non si tratta di una forma di compensazione integrale: tale possibilità (che sarebbe in grado di azzerare in breve tempo tutti i debiti delle p.a.) al momento non è ancora consentita, per evidenti problemi di copertura finanziaria.

Seconda condizione: la cartella esattoriale deve essere stata notificata entro e non oltre il 31 marzo 2014. Quindi, nulla da fare per le cartelle notificate a partire dallo scorso 1° aprile. Anche questo limite riflette problemi di copertura finanziaria. In precedenza, il dl 35/2013 aveva posto come limite il 31 dicembre 2012. In questo senso, il nuovo decreto del Mef rappresenta una sorta di rimessione in termini.

La terza condizione riguarda l’ammontare del debito con il Fisco: la somma iscritta a ruolo, infatti, deve essere inferiore o pari al credito vantato nei confronti delle p.a.. Nulla da fare, quindi, per chi ha più debiti che crediti: in tal caso, infatti, non è ammessa la compensazione parziale.

Se ammessa, la compensazione deve avvenire nell’anno 2014, quindi entro il prossimo 31 dicembre,

Infine, si può procedere se si vantano crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali nei confronti di un’amministrazione pubblica. Quest’ultima può essere una qualunque delle p.a. elencate dall’art. 1, comma 2, del dlgs 165/2001, ovvero tutte le amministrazioni e le agenzie dello stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale. Va precisato che può trattarsi anche di una p.a. diversa da quella che ha emesso il ruolo. Pertanto, è ammessa la compensazione incrociata, per esempio, fra un debito relativo alla cartella esattoriale emessa per conto di un comune per violazione del codice della strada e un credito commerciale nei confronti di una regione per una fornitura di materiale sanitario. Infine, il credito commerciale deve essere debitamente certificato, con le modalità previste dal decreto del Mef del 25 giugno 2012

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