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Credito Ue: salvataggi, non si cambia. Così le nuove verifiche  

BRUXELLES La commissaria Ue per la Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, ha escluso una revisione delle nuove regole sugli aiuti di Stato nei salvataggi bancari, che trasferiscono i costi sui privati (azionisti, obbligazionisti e grandi depositanti). Vestager, nell’Europarlamento di Bruxelles, ha indicato margini «davvero minimi di flessibilità» nella nuova normativa (detta bail in ) perché intende «spezzare il circolo vizioso che si era stabilito tra la crisi delle banche e quella dei debiti sovrani».
La Commissione europea vuole chiudere la stagione 2007-2015, in cui ha approvato salvataggi di 117 banche in 22 Paesi Ue con ben 700 miliardi di aiuti di Stato. Il presidente della commissione Economica dell’Europarlamento, Roberto Gualtieri del Pd, le ha contestato la penalizzazione di Paesi come l’Italia, dove lo Stato non ha sborsato quasi nulla per le banche e ora non può intervenire per il bail in. Vestager ha difeso i discussi limiti imposti nel salvataggio dei quattro istituti falliti, Banca Marche, Etruria, CariChieti, CariFerrara e ha respinto «la tentazione di allentare le regole per alleviare le conseguenze dei fallimenti bancari» perché «altrimenti torneremo ad avere perdite che peseranno sugli Stati e quindi sui contribuenti».
L’Autorità bancaria europea (Eba, European banking authority) ha diffuso i nuovi parametri dei suoi controlli 2016 sulla solidità di 51 banche europee, tra cui Unicredit, Intesa SanPaolo, Montepaschi, Banco Popolar e Ubi. Le ingenti ricapitalizzazioni pretese negli anni scorsi vengono considerate sufficienti. I nuovi stress test verranno attuati solo analizzando le ipotesi di netti peggioramenti nella crescita, nei mercati finanziari, nella sostenibilità dei debiti dello Stato e dei privati o dei già enormi rischi nel sistema bancario deregolamentato ( shadow banking ).
Il presidente della banca centrale tedesca, la Bundesbank, Jens Weidmann ha segnalato la difficile situazione degli istituti di credito perché «più ripida si fa la caduta dei tassi d’interessi, minore è il profitto per le banche».
Weidmann ha aggiunto la preoccupazione per «il problema di come la Commissione europea affronterà il caso Italia sulle regole di bilancio e di quanto l’Italia si senta vincolata da queste regole, vista la sua percentuale di debito sul pil, che non è marginale». Il presidente della Bundesbank ha ammonito a non pensare che la Bce di Mario Draghi continuerà «a mettere a posto le cose» con misure monetarie «esotiche». Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini ha invitato Wiedmann a occuparsi delle debolezze del sistema bancario tedesco «a partire da Deutsche bank per giungere alle Sparkassen». Anche il vicepresidente lettone della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha avvisato l’Italia a tenere conto dei richiami di Bruxelles in arrivo tra domani e le prossime settimane.
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