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Credito, si alza lo scontro tra Bruxelles e Washington

La vendetta è pronta. La Commissione Europea dovrebbe approvare domani un pacchetto di misure per costringere le grandi banche americane a dotare di una quota più elevata di capitale e di liquidità le loro sussidiarie europee. La decisione, preannunciata dal Financial Times , servirebbe a controbilanciare i maggiori requisiti patrimoniali imposti sulle banche europee che operano negli Usa, già dal 2012, da parte delle autorità americane. E rischia di far deflagrare lo scontro tra Bruxelles e Washington, già a i ferri corti dopo la decisione del Dipartimento di Giustizia americano di punire la filiale locale della Deutsche Bank con una multa miliardaria per la vendita illecita di prodotti finanziari. Il rafforzamento del capitale delle banche estere che operano nella Ue, sottolinea il FT, avrebbe ripercussioni anche sugli istituti di credito con sede legale nel Regno Unito, ed ovviamente sulla City londinese, che diverrebbe assai meno attraente come testa di ponte per le attività in Europa.

Nello stesso tempo, il pacchetto di misure della Commissione punterebbe ad alleggerire gli accantonamenti per le banche Ue a fronte dei prestiti alle piccole e medie e imprese e dei finanziamenti alle infrastrutture. Verrebbe inoltre stabilito un coefficiente massimo di leva finanziaria per gli istituti maggiori e sarebbero ridotti gli oneri amministrativi per quelli più piccoli.

Ieri a Roma, intanto, il presidente dell’Autorità di vigilanza bancaria della Bce, Daniele Nouy, tenendo una lezione all’Università La Sapienza, ha sottolineato come «sia importante che dal nuovo quadro che uscirà dal Comitato di Basilea a fine anno non derivino incrementi significativi dei requisiti patrimoniali per le banche». Rispondendo a uno studente sulla possibilità di un fallimento della Deutsche Bank, Nouy ha detto che in linea di principio «per una banca sistemica la liquidazione non è un’opzione, c’è solo la risoluzione». Il capo della vigilanza Bce ha poi di nuovo sollecitato la garanzia europea sui depositi, invitato le banche a ripensare il modello di business, ed espresso apprezzamento per le norme italiane che favoriscono le fusioni tra gli istituti più piccoli.

Mario Sensini

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