Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Credito, richiamo Ue per l’Italia «Aprire il mercato dei mutui»

Aprire il mercato dei mutui agli intermediari del credito in modo da renderlo più competitivo, anche nell’interesse delle famiglie italiane alle prese con le rate. Questa in sintesi l’indicazione della Commissione Ue, che ieri ha inviato al nostro Paese una lettera di costituzione in mora attraverso la quale si chiede senza mezzi termini di ottemperare all’obbligo di attuare tutte le disposizioni della direttiva sul credito ipotecario (direttiva 2014/17/UE).

Il richiamo di Bruxelles

Nel dettaglio, la Commissione chiede all’Italia di adottare e notificare le disposizioni sulla libertà di stabilimento e sulla libera circolazione dei servizi degli intermediari del credito, nonché sulla loro vigilanza. L’obiettivo della direttiva sul credito ipotecario è infatti proprio quello di aumentare la protezione dei consumatori nel settore dei prestiti ipotecari e di promuovere la concorrenza aprendo i mercati nazionali agli intermediari del credito: «Una maggiore concorrenza – ricorda a questo proposito Bruxelles – dovrebbe andare a vantaggio dei consumatori, consentendo una scelta più ampia e a costi inferiori».

Ad avviare la procedura non è stato il verificarsi di un singolo caso o l’esistenza di un cartello bancario nel nostro Paese, ma il fatto che la Ue, che regolarmente verifica l’applicazione nei Paesi delle proprie direttive, abbia riscontrato come questa non sia avvenuta pienamente nel nostro Paese. Vi sono adesso due mesi a disposizione per rispondere alle richieste, un lasso di tempo al termine del quale, se le autorità nazionali non dovessero replicare in modo soddisfacente, la Commissione può decidere di inviare un parere motivato all’Italia.

Un mercato già in linea con la Ue

Concorrenza degli intermediari del credito o meno va riconosciuto che il mercato dei mutui italiani, che appariva decisamente più caro rispetto alla media europea una decina di anni fa all’epoca della crisi del debito pubblico che insieme allo spread BTp-Bund aveva finito per influenzare inevitabilmente anche le politiche di prezzo praticate dalle banche, si è progressivamente riallineato al resto del Vecchio Continente. Nel 2019 anzi, secondo le elaborazioni condotte dalla European Mortgage Federation (Emf), il tasso sui nuovi prestiti per l’acquisto di abitazioni praticato in Italia era sceso all’1,44%, un livello cioè inferiore alla media dei principali dieci Paesi europei (che rappresentano oltre il 90% del valore complessivo del mercato continentale) per la prima volta dal 2011.

Da allora la situazione non è certo sostanzialmente mutata. Anche perché, complice l’ulteriore riduzione dei tassi di base (l’Euribor per i prodotti a rata variabile e soprattutto l’Irs per il fisso) dovuta alle politiche ultra-espansive attuate dalle Banche centrali per contrastare la pandemia, il costo medio dei mutui italiani è ulteriormente sceso per toccare un minimo storico all’1,25% alla fine del 2020 e risalire poi leggermente fino ad attestarsi all’1,36% ad aprile, secondo i dati più aggiornati forniti da Abi. Il richiamo della Ue potrebbe contribuire a rendere ancora più favorevole lo scenario per i mutuatari, o quantomento a mantenerlo tale più a lungo.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Investimenti nel biometano e metano sintetico. Ma anche nell’idrogeno verde. Con una particolare ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una superlinea con una capacità produttiva fino a 400 mila vetture all’anno e quattro nuovi mode...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Stappa lo champagne Ursula von der Leyen che tiene a battesimo la prima emissione degli eurobond de...

Oggi sulla stampa