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Credito Iva trimestrale cedibile

Il credito Iva trimestrale chiesto a rimborso è validamente cedibile, con efficacia anche nei confronti dell’erario. La Corte d’appello di Venezia ha confermato, anche in secondo grado, un principio innovativo, ma da tanto tempo atteso dalle grandi aziende e dalle pmi, la cui applicazione pratica può consentire alle imprese, attraverso l’utilizzo del factoring, di ottenere l’anticipo di ingenti rimborsi che lo stato impiega anni a pagare e che possono diventare importante strumento di accesso al credito.

Con la sentenza del 2 ottobre 2013, n. 2252 (disponibile sul sito www.italiaoggi.it, nella sezione documenti), che convalida l’orientamento del Tribunale di Venezia in primo grado (436/2008), è stato riconosciuto che anche il credito Iva trimestrale costituisce un credito certo, liquido ed esigibile, non una mera aspettativa di rimborso, e come tale è cedibile al pari di qualsiasi altro credito. La cedibilità dei rimborsi Iva relativi a un solo trimestre è stata da sempre negata nelle risoluzioni e circolari del ministero delle finanze, in cui si distingue ai fini della cedibilità tra credito infrannuale e annuale, giungendo ad affermare che la cessione del credito d’imposta sul valore aggiunto da parte del contribuente possa avvenire solo a rapporto tributario esaurito.

Nella prassi commerciale del factoring, di conseguenza, vi è sempre stata ritrosia ad anticipare il rimborso di crediti Iva infrannuali, perché l’Agenzia delle entrate, non riconoscendo nei propri confronti la validità della cessione, seppure ritualmente notificata, rifiuta normalmente di pagare il factor cessionario. Il che comporta per quest’ultimo il rischio di non poter recuperare l’eventuale pagamento incassato dal cedente, soprattutto qualora questi sia nel frattempo fallito.

Nel caso concreto la società di factoring ha convenuto in giudizio l’amministrazione finanziaria che le aveva negato il rimborso. Grazie a questa sentenza, ha ottenuto il riconoscimento del proprio diritto di credito nei confronti dell’erario che è stato condannato a pagare nuovamente il rimborso, questa volta al factor. Fino alla sentenza di primo grado del 2008 vi era totale assenza di precedenti in materia di cessione del credito Iva infrannuale. Da qui l’importanza di una sentenza che farà giurisprudenza in materia di cessione di crediti d’imposta.

I giudici veneziani, che hanno accolto la tesi della cedibilità, non hanno condiviso l’orientamento ministeriale invocato dall’amministrazione, che si è difesa in entrambi i gradi di giudizio negando che la cessione fosse opponibile nei suoi confronti. La Corte ha infatti messo in luce l’illegittimità di tale orientamento, che pretende, attraverso un mero atto interpretativo (circolari), di trarre un divieto di cessione del credito Iva infrannuale da norme che non lo prevedono, ma che, anzi, nel complesso dell’ordinamento tributario appaiono orientate in senso contrario, verso la cedibilità di ogni tipo di credito del contribuente.

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