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Credito garantito fino a 5 mln

Garanzia gratuita e fino a 5 milioni di euro dal fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, liquidità garantita dallo stato anche per le mid-cap, moratoria sui finanziamenti con scudo a difesa delle imprese: sono solo alcune delle misure per le attività imprenditoriali, messe in campo dal nuovo decreto legge «Cura Italia», varato ieri dal consiglio dei ministri per rispondere all’emergenza Covid-19.

Saranno il fondo centrale di garanzia, la Cassa Depositi e Prestiti e il sistema bancario a fare squadra per proteggere le imprese investite dalla crisi innescata dal coronavirus.

Garanzia gratuita per le piccole e medie imprese. L’ombrello del fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese diventa gratuito ed extra-large. Oltre a eliminare i costi a carico delle imprese, la garanzia concedibile viene elevata a 5 milioni di euro per singola impresa, per un periodo di nove mesi dall’entrata in vigore del decreto.

Viene estesa automaticamente la garanzia sulle operazioni per le quali banche o gli intermediari finanziari hanno accordato, anche di propria iniziativa, la sospensione del pagamento delle rate di ammortamento, o della sola quota capitale, in connessione degli effetti indotti dalla diffusione del Covid-19.

Per le operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico-alberghiero e delle attività immobiliari con durata minima di 10 anni e di importo superiore a 500 mila euro, la garanzia del fondo potrà essere cumulata con altre forme di garanzia acquisite sui finanziamenti.

Tutti i termini riferiti agli adempimenti amministrativi relativi alle operazioni assistite dalla garanzia del fondo vengono prorogati per tre mesi. Per il 2020, viene destinata la somma di un miliardo di euro al fondo di garanzia.

Nuova moratoria sui finanziamenti per le pmi. L’accordo per il credito 2019 dell’ABI viene affiancato da una moratoria straordinaria volta ad aiutare le microimprese e le piccole e medie imprese a superare la fase più critica della caduta produttiva connessa con l’epidemia Covid-19, riconosciuta come evento eccezionale e di grave turbamento dell’economia in base al trattato Ue. Potranno beneficiare della moratoria, facendone richiesta alla banca o altro intermediario finanziario creditore, le microimprese e le piccole e medie imprese italiane che alla data di entrata in vigore del decreto hanno ottenuto prestiti o linee di credito da banche o altri intermediari finanziari.

Per questi finanziamenti, la misura dispone che le linee di credito accordate «sino a revoca» e i finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti non possano essere revocati fino alla data del 30 settembre 2020.

La restituzione dei prestiti non rateali con scadenza anteriore al 30 settembre 2020 sarà rinviata fino alla stessa data alle stesse condizioni e con modalità che, da un punto di vista attuariale, non prevedano ulteriori oneri né per gli intermediari né per le imprese.

Gli eventuali oneri amministrativi per la realizzazione dell’operazione restano a carico dell’intermediario creditore; eventuali elementi accessori (garanzie) sono prorogati coerentemente.

Il pagamento delle rate di prestiti con scadenza anteriore al 30 settembre 2020 sarà riscadenzato sulla base degli accordi tra le parti o, in ogni caso, sospeso almeno fino al 30 settembre 2020. Questo sarò fatto secondo modalità che assicurino la continuità degli elementi accessori dei crediti oggetto della misura e non prevedano, dal punto di vista attuariale, nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti.

Gli oneri amministrativi per la realizzazione dell’operazione restano a carico dell’intermediario creditore. Le imprese saranno tenute ad autocertificare una riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia.

La moratoria, benché limitata nel tempo, priva le banche della possibilità di valutare autonomamente se acconsentire o meno a modifiche alle condizioni contrattuali in base alla situazione economico-finanziaria dei debitori. Non determina un automatico cambiamento della classificazione per qualità creditizia delle esposizioni oggetto delle operazioni di moratoria, salvo che non sussistano elementi oggettivi nuovi che inducano gli intermediari a rivedere il giudizio sulla qualità creditizia del debitore durante il periodo di moratoria.

Le operazioni di moratoria saranno ammesse, senza valutazione, alla garanzia di un’apposita sezione speciale del Fondo Centrale di Garanzia per le piccole e medie imprese.

Liquidità garantita dallo Stato per le imprese in difficoltà. La disposizione è finalizzata a supportare la liquidità delle imprese nel contesto dell’emergenza epidemiologica da «Covid-19».

Le banche, con il supporto di Cassa depositi e prestiti, potranno erogare più agevolmente finanziamenti alle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa della citata emergenza.

Di contro, lo Stato potrà concedere «controgaranzie» fino ad un massimo dell’80% delle esposizioni assunte da Cdp e a condizioni di mercato, con un evidente effetto moltiplicativo delle risorse a disposizione del sistema.

Il meccanismo, a differenza del Fondo di garanzia per le pmi, potrà operare anche a favore di imprese non qualificate quali pmi come ad esempio le «imprese Mid-Cap»,. E potrà operare su portafogli già esistenti e non andrà ad occupare il plafond «de minimis».

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