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Credito Fondiario si sdoppia: banca per Pmi e gestione Npl

Uno spin-off con la creazione di due nuove società, distinte e separate tra loro, per sfruttare al meglio le occasioni fornite dal mercato e affrontare il cambio di regolamentazione in atto. Credito Fondiario si sdoppia e vara così un profondo riassetto del proprio perimetro. Le attività principali del gruppo saranno separate in due realtà che vivranno di vita autonoma: una società, con una Sgr, proseguirà l’acquisto e il servicing di crediti deteriorati e cavalcherà così la dinamica tesa al consolidamento; dall’altra parte ci sarà la banca, dotata di licenza, che si concentrerà sulle Pmi ed entrerà in competizione con altre challenger bank oggi nell’arena.

È un cambio significativo nella forma e nella sostanza, quello che, da quanto raccolto dal Sole 24Ore, è pronto a varare il gruppo controllato dal fondo Elliott. A partire dal 2013 – quando il gruppo Tages e il management avviarono il rilancio dell’allora Fonspa – Credito Fondiario ha lavorato in maniera integrata, abbinando al ruolo di investitore e gestore di Npl – 50 miliardi in gestione oggi, con investimenti complessivamente effettuati superiori a 1 miliardo – l’anima bancaria, con cui ha iniziato a investire in segmenti promettenti come i crediti fiscali.

Ora però si punta a voltare pagina. Complice l’avvento della nuova cornice regolamentare del calendar provisioning (costoso sotto il profilo patrimoniale, visto che prevede coperture incrementali sui crediti acquistati dalle realtà bancarie), la società è oramai in procinto di varare un riassetto che era in gestazione da oltre un anno.

Sul fronte industriale degli Npl, il gruppo – il cui nuovo nome è in via di definizione – sarà organizzato dal punto di vista societario con una holding industriale, una Sgr, un intermediario finanziario ex 106 per l’attività di master servicing e una società ex 115 per l’attività di special servicing, dove rientra la joint-venture con Banco Bpm che porterà avanti le proprie attività in continuità rispetto a oggi. A tendere, nelle intenzioni del management, una struttura simile sarà in grado di sfruttare le occasioni che si presenteranno su un mercato, quello delle piattaforme di servicing, a dir poco in movimento, vista la spinta alle aggregazioni in atto. Per ben due volte, nel corso dell’ultimo anno e mezzo, Credito Fondiario del resto è stato vicino a chiudere un merger, prima con Banca Ifis e poi Cerved, ipotesi però poi sfumate all’ultimo miglio.

La seconda gamba, come detto, sarà quella bancaria, che manterrà la licenza attuale. Abbandonato del tutto il focus sugli Npe, la neo-bank – il cui brand anche in questo caso sarà del tutto nuovo – si posizionerà sul mercato come banca specializzata per le Pmi. Il business in particolare sarà incentrato su factoring, crediti fiscali, finanza garantita e real estate, segmenti dove il management intende crescere rapidamente: in tal senso, a quanto risulta, sarebbe già imbastita una possibile acquisizione da realizzare entro l’anno. E non è escluso che a tendere, nel medio periodo, l’obiettivo finale per questo nuova creatura sia l’approdo in Borsa.

Nessuna holding controllerà le due società. Al contrario le due entità, su richiesta della stessa Vigilanza (che vuole evitare il rischio di un consolidamento “orizzontale”), avranno strutture manageriali e societarie completamente separate, con board, governance e sedi completamente distinte. Solo gli assetti azionari – Elliott al 90% circa – saranno coincidenti, almeno in partenza.

Continuità piena, invece, è prevista sotto il profilo organizzativo. Il management attuale confluirà separatamente nelle due realtà, proseguendo così il lavoro fatto fino ad oggi, mentre sul fronte occupazionale il progetto – annunciato ieri ai sindacati – prevederebbe circa 70 assunzioni nei primi 12 mesi considerando l’operatività dei due gruppi e nessun esubero, con il mantenimento del contratto bancario.

La richiesta di revisione dell’architettura societaria sarebbe già stata presentata alla Vigilanza. Se tutto filerà liscio, una volta arrivate le autorizzazioni e le relative delibere, già dal primo agosto la nuova struttura potrebbe essere già operativa.

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